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I giudici costituzionali Manzella e Napolitano all'attacco di Di Pietro


I giudici costituzionali Manzella e Napolitano all'attacco di Di Pietro
03/07/2009, 13:07

Una volta i giudici che componevano la Corte Costituzionali evitavano i giornalisti come la peste. Con gentilezza ed educazione, ma anche con fermezza, opponevano il più classico dei no comment. La tradizione, che si è perpetuata sian dalla crazione di questo importantissimo organo costituzionale, è stata letteralmente mandata in pezzi. Prima due giudici hanno organizzato una cena alquanto discreta (per non dire segreta) con i due responsabili di una legge che i giudici stessi devono giudicare: il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi e il Ministro della Giustizia Angelino Alfano. Quando la cosa si è risaputa, il primo a reagire è stato uno dei due giudici costituzionali, Manzella (ex ministro del secondo Governo Berlusconi, dal 2001 al 2005, ndr), con una lettera nella quale in sostanza diceva: "Io invito chi mi pare e ai giornalisti e alla gente non deve interessare". E oggi, dopo il question time con Antonio Di Pietro, leader dell'Italia dei Valori, che ha chiesto le dimissioni di entrambi i giudici per la poca chiarezza della situazione, anche l'altro giudice, Napolitano, interviene. Ed interviene con una lettera che contiene un attacco violento contro Di Pietro, accusato di voler intimidire i giudici della Corte, e dove dice che Berlusconi non ha nulla a che fare con le decisioni della Corte Costituzionale, perchè il lodo Alfano è solo una delle leggi esaminate.
Si vede che dire la verità dà troppo fastidio ai giudici, a giudicare dalla violenza verbale usata in interventi pubblici che non hanno precedenti. Non c'è altra spiegazione a questo completo rovesciamento dei fatti. Perchè sia ben chiaro: loro possono anche sgolarsi a dirlo, ma che a quella cena non si sia parlato del lodo Alfano è qualcosa che come credibilità sta un paio di gradini sotto a Babbo Natale.

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di Antonio Rispoli
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