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I grillini contro la modifica costituzionale del nulla


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10/09/2013, 17:29

La situazione della politica italiana sta diventando surreale, se non peggio. E questa volta i principali protagonisti rischiano di essere i grillini. 
Infatti, venerdì scorso abbiamo avuto 12 esponenti del Movimento 5 Stelle che, non avendo di meglio da fare, sono saliti sul tetto di Montecitorio "in difesa della Costituzione". Poi il giorno dopo un paio di centinaia di persone si sono radunate davanti a Montecitorio (e i grillini a quel punto sono scesi) per protestare "in difesa della Costituzione". Oggi in Parlamento, nel momento in cui è stato approvato alla Camera il ddl costituzionale sulla deroga all'articolo 138, hanno sollevato una ignobile e vergognosa gazzarra, degna del Pdl quando cadde il governo Prodi. E l'hanno fatto "in difesa della Costituzione". 
Chi non sappia come stanno le cose, può pensare che sia in corso la cancellazione della Costituzione o giù di lì. E invece che sta succendendo? E' stata approvata in prima lettura (ad ottobre la legge dovrà essere ridiscussa in Senato e a dicembre dovrà essere ridiscussa alla Camera) una legge che presenta una deroga per l'articolo 138. Si tratta dell'articolo che consente di modificare la Costituzione, e spiega che ci vuole il doppio passaggio a Camera e Senato a distanza non inferiore ai 3 mesi (la cosiddetta procedura rafforzata). Le modifiche - valide una ed una sola volta - riguardano il tempo tra un passaggio e l'altro, ridotto da 90 a 45 giorni; la cancellazione del quorum del 67% per richiedere il referendum confermativo; la costituzione di una commissione di 40 persone che stendano le modifiche costituzionali da fare. In pratica, approvare questa legge costituzionale non crea alcun cambiamento alla Costituzione. 
Ci sono stati illustri nomi del diritto che hanno parlato di presidenzialismo, di P2 e cose del genere. In realtà per quanto illustri siano Imposimato, Zagrebelski, Ingroia e via dicendo, hanno preso una cantonata coi controfiocchi. Per ora non c'è nulla del genere. C'è una legge che, se tutto va bene, verrà approvata a gennaio che prevede la creazione di una commissione che avrà 18 mesi per stendere una bozza di revisione costituzionale (di fatto è una vera e propria revisione, quella prevista). Poi la bozza dovrà essere presentata come legge costituzionale, discussa al Senato e poi alla Camera (parliamo di un paio di mesi a dir poco), 45 giorni di pausa e nuova discussione al Senato. Quindi, ammesso che questa modifica all'articolo 138 passi, la riforma costituzionale è prevedibile più o meno intorno al gennaio 2016. Un tempo fin troppo lungo, per pensare di fare qualcosa adesso. E questo senza considerare il fatto che, con la modifica proposta, indipendentemente dalla maggioranza che approverà la legge costituzionale, basterà raccogliere 500 mila firme o la richiesta di un quinto dei parlamentari oppure di 5 consigli regionali, per fare un referendum confermativo. Quindi, se la riforma sarà una replica di quella schifezza obbrobriosa che il Pdl presentò nel 2005, gli italiani - se negli ultimi 10 anni non si sono eccessivamente rincoglioniti - dovrebbero votare no, esattamente come fecero nel 2005. Quindi qual è il problema? 
In realtà il problema non esiste. Io non so se questa sia solo una messa in scena mediatica, per ottenere più voti, oppure solo una prova per verificare la stupidità degli italiani (che comunque è molto elevata, questo è accertato) o altro. Quello che invece è evidente è che si sta creando un enorme polverone intorno alla Costituzione, un polverone però fatto di aria fritta. Perchè non c'è nessun attentato alla Costituzione, diciamolo francamente. E' solo un casino sollevato dal Movimento 5 Stelle, con la complicità del Fatto Quotidiano che ormai ha dimostrato di essere per Grillo quello che il Giornale è per Berlusconi (ed è un peccato, perchè l'idea originale era valida ed era stata costruita una compagine di giornalisti tecnicamente valida). Il quale Fatto Quotidiano ha precettato nomi illutri e ha convinto 435 mila persone a firmare contro le chiacchiere. Infatti finora non c'è una bozza di riforma costituzionale, solo le chiacchiere del Pd e del Pdl che vogliono il presidenzialismo, il monocameralismo, ed altre modifiche. Modifiche che, di per sè, non sono sbagliate. Ma vanno inserite nel giusto contesto. Nel 2005 la riforma costituzionale fu fatta secondo gli interessi dei partiti che allora componevano la maggioranza: Berlusconi voleva l'abolizione di qualsiasi controllo democratico al suo operato di Presidente del Consiglio; la Lega voleva l'introduzione del "Senato federale", in modo da sancire la spaccatura tra nord e sud; l'Udc lavorò per emarginare il Senato dalle decisioni importanti; An si limità a far inserire un generico "interesse nazionale" che avrebbe dovuto mitigare i comportamenti del Senato federale, ma che non significava nulla. E' chiaro che così non si poteva andare da nessuna parte. 
Ma il presidenzialismo di sè non è negativo. Come non lo è il monocameralismo (ma per carità, piantiamola con la commedia del "Senato delle Regioni: aboliamolo e basta. Risparmiamo anche 315 stipendi, pari a milioni e milioni di euro all'anno). E' chiaro che però c'è bisogno di un maggior riequilibrio. Non può esserci un Presidente eletto insieme alla sua maggioranza, per esempio. Vanno fatte elezioni separate e lontane nel tempo. Bisogna poi creare dei contrappesi che impediscano sia ad una maggioranza della Camera, sia al Presidente di cambiare la Costituzione con troppa facilità... insomma, sarebbe possibile. Il punto è che potrebbe essere possibile se ci fossero persone capaci. Ma qualcuno ne vede in Parlamento? Qualcuno crede che Di Battista (M5S), Violante (Pd), Quagliarello (Pdl) o Casini (Scelta Civica) siano capaci di mettere mano alla Costituzione? Magari anche avvalendosi di professionisti del diritto, come Rodotà. 
Quando nel 1948 la Costituzione venne scritta, fu opere di persone che avevano una qualità particolare: un enorme senso dello Stato. Termine abusato, sul quale nessuno si sofferma. Infatti, avere senso dello Stato significa una cosa semplice ma importantissima: agire mettendo da parte i propri interessi nell'interesse del Paese. Qualcuno ha mai visto uno dei partiti agire in questo senso?
Immagino che a questo punto i tifosi dei vari partiti salteranno su a sostenere che il proprio partito di riferimento lo fa. In particolare lo diranno quelli che sostengono il Movimento 5 Stelle. I quali, per motivi a me ignoti (diciamo così, in realtà sono notissimi, ma sarei offensivo nell'esporli), sono convintissimi che Grillo agisca a loro favore. In realtà si stanno solo facendo manipolare dall'accoppiata Grillo-Casaleggio, e i due si stanno arricchendo in maniera spropositata grazie ai contatti sul loro blog, alla vendita dei gadget e tutto il resto. Alla Faccia degli italiani. Mentre i grillini incassano lo stipendio da parlamentare tra un bonus e l'altro sono 15-20 mila euro al mese (integrale, al di là delle buffonate in cui fanno finta di restituire i soldi che prendono) solo per fare queste buffonate preorganizzate, come i 12 che sono saliti sul tetto di Montecitorio oppure la buffonata di oggi,  con i grillini che hanno esibito bandierine tricolori, insultando la presidente della Camera Boldrini e il Pd. E questa è gente che ha senso dello Stato? Gente capace di fare una riforma costituzionale? E' ridicolo. 

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di Antonio Rispoli
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