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I malumori di Berlusconi su Napolitano


I malumori di Berlusconi su Napolitano
16/07/2009, 09:07

"Prima chiede la tregua e poi la rompe. Ma la legge è fatta e non si cambia. Per colpa sua abbiamo anche dovuto rimandare la legge sulle intercettazioni. Ma a settembre la approviamo e senza modifiche". Sarebbe stata questa, secondo alcune voci, la reazione del Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, quando ha saputo della lettera con cui il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha approvato la legge sulla sicurezza.
Certo, a parole sia il Ministro degli Interni Roberto Maroni, che il Ministro della Giustizia Angelino Alfano che il Sottosegretario - nonchè Ministro-ombra - alla Giustizia Nicolò Ghedini hanno detto che certo, se necessario la legge verrebbe cambiata. Ma in realtà questa legge deve andare avanti così com'è. Infatti la Lega Nord ha bisogno di presentare questa vittoria al proprio elettorato razzista e xenofobo; inoltre è essenziale potenziare le ronde, per sostituire Polizia e Carabinieri con le loro "ronde padane"; o meglio con i loro squadristi di partito.
Mugugni contro Napolitano sono arrivati anche dall'ex Presidente del Senato Marcello Pera: "La promulgazione con dubbi e commenti non esiste. Ormai Napolitano è ostaggio di Di Pietro e del Pd, ma sappia che tanto la gente continua a votare per noi". Come il bue che dà del cornuto all'asino.

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di Antonio Rispoli
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