Politica / Parlamento

Commenta Stampa

I Ministeri al Nord? Un ovvio passo verso la secessione


I Ministeri al Nord? Un ovvio passo verso la secessione
28/07/2011, 19:07

La vicenda dei quattro Ministeri (della Semplificazione legislativa, delle Riforme, del Turismo e dell'Economia) aperti al nord, per la precisione a Monza, ha creato molte proteste e qualche sfottò. Mercoledì ha provocato un evento più unico che raro: una lettera del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. Il quale firma senza discutere le leggi più incostituzionali, nomina Ministro o sottosegretario le persone più indegne, ma guai a chi tocca i Ministeri.
Ma è solo un gioco delle parti. In realtà questo è un passo indispensabile, verso la secessione che stanno organizzando. Dopo il secessionismo parlamentare (la legge che viene chiamata impropriamente "federalismo fiscale"), che fa in modo da tagliare brutalmente i trasferimenti verso il sud, mentre raddoppia quelli diretti alle regioni del Nord (che già attualmente ricevono una somma per ciascuno dei loro abitanti, che è di 5 o più volte superiore a quella che ricevono le regioni del Sud), era necessario cominciare la creazione dei Ministeri al Nord. Certo, tre di questi sono farlocchi, fatti solo per fare fumo. Ma il trasferimento del Ministero dell'Economia non lo è. Si tratta del Ministero numero 2 in qualsiasi Paese al mondo (il numero 1 resta quello degli Interni, per controllare le forze di Polizia), quindi ha una sua importanza. E poichè non ha nessun rapporto col territorio, ma ne ha tanti col Parlamento e con gli altri membri del governo, Ecco quindi che è estremamente significativo la sua apertura al nord.
Ed è inutile farsi illusioni, dicendo che i locali sono spogli, non c'è il telefono, ecc. Questa estate verranno fatti i lavori e a settembre è probabile che ci siano pesanti novità.
E come dicevo, non deve stupire. La Lega sta portando avanti il suo progetto secessionista da 20 anni. E da 30 anni tutta l'economia italiana ha abbandonato il sud: assicurazioni, banche, industrie... tutti quelli che avevano sedi direzionali o cose del genere al sud sono stati chiusi o trasferiti al nord. Certo, i leghisti non usavano più questa parola, l'avevano sostituita con "federalismo". Ma la sostanza resta quella: altrimenti, come spiegare che per loro il federalismo era "I soldi nostri ce li teniamo noi"? E' chiaro che o significava secessione oppure che trasformavano l'evasione di massa delle regioni del nord - che, secondo i dati della Guardia di Finanza, supera i 100 miliardi all'anno - in una evasione totale. Il fatto è che nessun media ha mai sottolineato queste cose, preferendo concentrarsi sulle espressioni razziste dei vari Borghezio e Salvini. E così hanno potuto a poco a poco approvare tutte le leggi adatte per impostare già la ecessione: i fondi al sud trasferiti con ritmi sempre più lenti; il progressivo sequestro dei fondi Fas (secondo la legge, al sud spetterebbe l'85% di questi fondi europei, mentre in realtà è grasso che cola se il Sud ha visto arrivare il 5%. E trattandosi in totale di decine di miliardi, si capirà che la differenza non è trascurabile), il depauperamento delle forze dell'ordine, che al sud sono meno del 15% dell'organico previsto. E così via.
E d'altronde, che le intenzioni della Lega siano ben chiare, l'ha detto oggi Bossi: i Ministeri restano là, a Monza. E' illegale, perchè non c'è stato alcun provvedimento? E a loro che cosa frega? Questo è un problema che riguarda l'Italia, che va dall'Emilia in giù. Il nord, quando si separerà, si farà le proprie leggi.

Commenta Stampa
di Antonio Rispoli
Riproduzione riservata ©