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Smentita l'ennesima dichiarazione secessionista di Bossi

I Ministeri spostati al nord? Stop degli interessati


I Ministeri spostati al nord? Stop degli interessati
13/09/2010, 14:09

ROMA - Spostare i Ministeri al nord? Al governo nessuno sa nulla, di questa estemporanea dichiarazione fatta dal leader della Lega Nord, Umberto Bossi, durante il comizio tenuto ieri a Venezia. A rispondergli è innanzitutto il Ministro della Funzione Pubblica, Renato Brunetta: "Quando il ministro Bossi presenterà in Consiglio dei ministri un testo sul decentramento dei ministeri, rifletteremo. Lui è il ministro delle Riforme, questa è una riforma che quando la presenterà avrà il nostro parere".
Non meno incisivo è il ministro del Welfare, Maurizio Sacconi: "Queste cose si discutono in Consiglio dei ministri. E finora non c'è stato presentato mai un disegno di legge sul decentramento dei ministeri. Lo attendiamo. Quando il ministro Bossi lo porterà lo discuteremo: questa per me è la differenza tra teatrino della politica e realtà istituzionale". No alla decisione anche da parte del Ministro dell'Agricoltura, Giancarlo Galan.
Ma Roberto Calderoli insiste: "I ministeri li sposteremo con una certa logica, quello delle Attività Produttive dovrà andare a Torino o Milano, quello del Turismo a Venezia, per quello della Sanità si può pensare alla Calabria".
Insomma è l'ennesima dimostrazione della assoluta mancanza di cultura dei leghisti e del fatto che loro non mirano al federalismo. Infatti in Germania o negli Usa - Stati tipicamente federali - tutti i ministeri sono nella capitale, non sono dispersi nel territorio. Invece è un'idea tipica del secessionismo.

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di Antonio Rispoli
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