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I napoletani "negano" la pizza ai leghisti


I napoletani 'negano' la pizza ai leghisti
23/06/2010, 16:06

NAPOLI – “In questo locale non sono graditi i leghisti”. In alcune pizzerie di Napoli il cartellone è stato esposto con orgoglio “per giusta causa”. Non si tratta di razzismo, perché i leghisti non sono legati a nessun ceppo. Non vanno accostati ai personaggi dei fumetti perché potrebbero offendersi. Ovviamente i personaggi dei fumetti. Vestono camicie verdi, cravatte verdi. Quasi come se fossero fans dell’incredibile hulk. Ma non è così. Sono incredibilmente imbecilli. Se fossero cartoni animati avrebbero già traumatizzato centinaia di bambini. Si tratta, invece, di esponenti di un partito politico radicato, in una parte del paese, che vanta ministri nel governo italiano e fa del fanatismo il suo verbo.
Una “barzelletta” possibile solo in Italia, una nazione che ha disperso le sue tradizioni, i suoi valori, la sua storia. Prendono voti insultando il Sud, i napoletani la loro preda preferita. Più insultano più sale il gradimento della Lega tra le fila del suo popolo, coloni di natura, per mentalità e cultura. Nessuno, nei loro confronti, ha mai alzato la voce. Non sono presi sul serio da nessuno. Eppure sono al govenro dell’Italia. Rappresentano la nota di colore di un sistema politico deviato e corrotto che racimola voti con le clientele, le spartizioni di potere, lo sperpero di denaro pubblico. Di mattina insultano i napoletani, di pomeriggio “Roma ladrona” e di notte li trovi nei locali della capitale. Con le auto blu, con la scorta, e bellissime donzelle, a godersi i privilegi che spettano ai potenti.
Dal capoluogo partenopeo c’è stata la reazione dopo l’ennesimo tir di fango scaricato sulla città. Una reazione composta. “Dopo gli insulti contro i napoletani – scrive il titolare di una famosissima pizzeria di Napoli - in questo locale non sono graditi i leghisti”. Firmato la direzione. Il dispetto più grande che potevano fare alla camicie verdi. Non potranno più assaporare la migliore pizza. Dovranno accontentarsi della pessima imitazione nordista. Purtroppo devono abituarsi a convivere con una inferiorità intellettuale, sociale e culturale nei confronti dei napoletani. Quell’inferiorità che sentono dentro. Quell’inferiorità che fa prendere voti alla compagnia di Bossi. Votando i “lumbard” il popolo della fantomatica “Padania” vive trenta secondi di rivalsa nei confronti dei cugini del Sud. Trenta secondi di rivalsa che costano carissimo: non potranno assaporare più la migliore pizza del mondo. Anche questa è napoletana. I “lumbard” si mettano l’anima in pace…

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di Giovanni De Cicco
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