Politica / Parlamento

Commenta Stampa

I "pesi" e i valori all'interno del Pdl


I 'pesi' e i valori all'interno del Pdl
26/07/2010, 08:07

In questi giorni c'è polemica per le dichiarazioni di un esponente del Pdl, Fabio Granata, finiano ed uno dei pochi rappresentanti della maggioranza ancora legati ai valori di giustizia e legalità cari all'MSI. Cosa ha detto di grave? Semplicemente ha accusato il proprio partito di non aver concesso la protezione al pentito Spatuzza, come gli spettava, e di non fare nulla per combattere la mafia. Per queste parole è stato attaccato soprattutto dagli ex vertici di An, che hanno minacciato di deferirlo ai probiviri; Granata, per nulla preoccupato, ha dichiarato di essere d'accordo, a condizione che insieme a lui si presentino anche Dell'Utri e Verdini.
Ed è un accostamento che fa pensare. Infatti finora il collegio dei probiviri - cioè una sorta di commissione sanzionatrice interna al partito, non ha mai agito. Eppure i deputati del Pdl sono stati condannati o sono processati o imputati per gravi reati. Cesare Previti è stato condannato in via definitiva ad un totale di 7 anni e mezzo di reclusione, anche se ne ha scontati solo pochi giorni, grazie all'effetto combinato della legge ex Cirielli (che vieta il carcere a chi ha più di 70 anni di età, se non condannato per mafia o terrorismo) e dell'indulto approvato nel 2007 a grande maggioranza bipartizan del Parlamento, con esclusione solo dell'Idv e della Lega Nord. Marcello Dell'Utri è stato condannato in secondo grado a 7 anni di reclusione per concorso esterno alla mafia; c'è poi un altro processo in corso, sempre a Palermo, davanti alla Corte d'appello, che vede Dell'Utri imputato di estorsione insieme al boss mafioso Vincenzo Virga (Dell'Utri è stato condannato in primo grado e prescritto in secondo grado; la Cassazione ha rinviato la sentenza in secondo grado perchè il Tribunale d'Appello ha sbagliato la qualificazione giuridica del reato). Nicola Cosentino ha un mandato di cattura, confermato dalla Cassazione, che gli pende sul capo per associazione camorristica. Dennis Verdini, coordinatore del Pdl, è accusato di far parte di una associazione segreta contraria alla legge, la cosiddetta P3, oltre al suo coinvolgimento nella vicenda dell'imprenditore Diego Anemone. Naturalmente senza considerare Silvio Berlusconi, considerato responsabile di almeno una decina di reati differenti e sotto processo con altri tre procedimenti che vengono bloccati solo attraverso leggi ad personam, come il lodo Alfano o la legge definita sul "legittimo impedimento".
Ho preso solo i nomi più famosi, ma sono decine i deputati o senatori del Pdl o i politici locali di quel partito in situazioni simili; eppure nessuno di loro è finito davanti ai probiviri, che non si sono mai riuniti nè nel Pdl nè in Forza Italia. Invece ci dovrebbe finire Granata per un invito al Partito al rispetto della legalità. C'è da chiedersi, al di là delle belle parole usate finora, quali siano i veri valori a cui si ispira il Pdl, se le azioni sono queste. E quali sono le qualità che "pesano" per essere ammessi nel partito. Insomma, rischia di essere confermata la frase usata dagli oppositori del Pdl per indicare la scarsa attenzione all'onestà: "Se non sono delinquenti, il Pdl non li vuole"

Commenta Stampa
di Antonio Rispoli
Riproduzione riservata ©