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I referendum vengono politicizzati?


I referendum vengono politicizzati?
04/06/2011, 18:06

I referendum sono un affare politico? O sono politicizzati? E' una domanda lecita, visto che sui giornali ed in TV si affronta sempre più spesso questo argomento.
DIciamo che la questione può essere vista sotto tre aspetti. Il primo aspetto è se i quattro quesiti sono di tipo politico. in questo caso, la risposta è che tre di loro non lo sono. Quello sul nucleare e i due sull'acqua sono basati su fatti concreti, non sulla politica. Solo il referendum sul legittimo impedimento è da considerarsi un fatto politico, dato che è l'ultimo esempio di una lunga serie di leggi ad personam che il governo Berlusconi ha approvato tra il 2001 e il 2006 e tra il 2008 ed oggi.
Il secondo aspetto è: visto che non sono politici, sono politicizzabili? Quello senz'altro, e vale per tutti e quattro. Si vogliono abrogare leggi approvate da questo governo dopo il 2008 e, a parte i due quesiti sulla privatizzazione dell'acqua, si è trattato di quelli che vengono chiamati "punti qualificanti del programma". Anche se la legge sul legittimo impedimento fu proposta e fortemente sostenuta dall'Udc, andato in soccorso come al solito di Berlusconi.
Il terzo punto è: conviene politicizzarli? Qui la risposta è ancora più semplice: no. Non conviene a nessuno. Non conviene ai promotori, perchè tra di loro c'è l'Idv (ha proposto il referendum sul nucleare e sul legittimo impedimento). Un irrigidimento di tipo politico rischierebbe di allontanare tutti gli altri partiti. Ragionamenti simili valgono per gli altri partiti di opposizione: c'è bisogno anche dei voti di coloro che fanno parte della Lega e dell'Idv per raggiungere il quorum. Politicizzare eccessivamente la questione rischierebbe di allontanare una parte dei votanti. Ma non conviene neanche a Pdl e Lega. Se il quorum verrà raggiunto, è facile immaginare che vinceranno i sì. Se si politicizza troppo, ci potrebbero essere rischi per la maggioranza, dato che parliamo di leggi fatte da questo governo.
Ma in realtà queste analisi sono abbastanza inutili. Chi pensa che il Presidente del Consiglio sia tipo da prendere atto dei risultati a lui sfavorevoli, vuol dire che ancora non ha capito che persona è. Finora il premier ha sempre trattato con disprezzo qualsiasi dimostrazione democratica a lui avversa. Basta ricordare i 3 milioni e mezzo di persone che l'allora segretario generale della Cgil Sergio Cofferati portò al Circo Massimo a Roma nel 2003 e liquidati con "erano venuti per avere il viaggio a Roma e il panino", per avere un esempio di come si comporta. Ma anche le accuse rivolte agli elettori di non averlo votato perchè "la scheda faceva confondere".
QUindi, cosa volete che importi l'esito elettorale ad una persona che non ha il minimo senso dello Stato?

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di Antonio Rispoli
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