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Un modo per alzare il prezzo in cambio di rimpasti?

I Responsabili verso la scissione: nascerà “Lega Sud”

“Siamo in 15-16, ma arriveremo a 20 molto presto”

I Responsabili verso la scissione: nascerà “Lega Sud”
19/05/2011, 09:05

ROMA – Neppure il tempo di riprendersi dai traumi post tornata amministrativa, la maggioranza di governo si ritrova a fare i conti con altri nodi che vengono al pettine. Si tratta dei “Responsabili” che, vuoi per i malumori relativi ai mancati riconoscimenti o vuoi per una smania di protagonismo, decidono di ostacolare l’operato del governo. Alla ripresa dei lavori parlamentari, infatti, nella maggioranza i conti non tornano. Proprio tra i “Responsabili” si diserta l’Aula della Camera e si fa strada l’ipotesi della scissione: in dodici non si presentano al voto e il risultato è che la maggioranza di governo si ritrova ad essere battuta su diverse mozioni presentate sul tema carceri.
Il capogruppo Luciano Sardelli minimizza: “Si è trattato di una casualità”, assicura, non c’è alcuna “volontà politica”; “Io ero alla mia prima riunione con Tremonti”, dice il neosottosegretario Bruno Cesario; “Io non riuscivo a trovare il parcheggio”; si giustifica, invece, Arturo Iannaccone; “In due poi erano malati”, dichiara ancora Sardelli. Ma aldilà di queste giustificazioni è da Elio Belcastro, vicesegretario di Noi Sud, che arriva l’annuncio: lui insieme a Iannaccone e ad altri sono pronti a fare il salto per dar vita alla “Lega del Sud”, creando gruppi distinti alla Camera e al Senato. Il progetto è quello di dar vita ad un movimento, anche con Gianfranco Miccichè e Adriana Poli Bortone, che dia “finalmente risposte al Mezzogiorno”, visto che i partiti “tradizionali non ci riescono”. La nuova forza politica conterebbe attualmente 15-16 componenti, ma l’auspicio è quello di arrivare a 20 in tempi brevi, con l’obiettivo di diventare, assicurano Belcastro e Iannacone, la “quarta gamba del governo”.
I malumori interni al gruppo parlamentare nato per salvare il governo Berlusconi lo scorso 14 dicembre, dunque, sono ormai palesi. E non è da escludere l’ipotesi che tale mossa sia un modo per alzare il “prezzo”, dal momento che di spazi per nuovi rimpasti non ce ne sono. Fa riflettere, infatti, il fatto che proprio Belcastro e Iannacone siano tra quelli che non sono riusciti ad andare al governo. Pura casualità o segnale ben preciso da parte di chi non è riuscito a prendere il treno della prima tranche del rimpasto?

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di Antonio Formisano
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