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Tensione all'interno del partito, troppe voci discordanti

I veltroniani non voteranno la relazione di Bersani

Entro il 2011 una conferenza nazionale sul partito

I veltroniani non voteranno la relazione di Bersani
13/01/2011, 13:01

 

ROMA - Inizia questa mattina la direzione del Pd, un appuntamento annunciato da tempo, ma che assume un rilievo particolare dopo gli interventi delle ultime settimane di Walter Veltroni da una parte e del sindaco di Firenze Matteo Renzi dall'altra. C'è molta tensione, al punto che stamattina, nel discorso introduttivo, il segretario Pierluigi Bersani ha chiesto di contarsi: "I prossimi mesi decideranno per i prossimi anni, e quindi sono alla ricerca del massimo di unità visto il passaggio delicato. Ma serve anche chiarezza e chiederò che la direzione si assuma le sue responsabilità attraverso un voto".
E poi continua: "Se vogliamo rimontare un decennio berlusconiano dobbiamo lavorare immaginando un'agenda riformista per i prossimi dieci anni. Il Paese ha forze ed energie per reagire. Il problema è però che non è sufficiente liberare queste energie. Questa è una concezione pre-crisi". In particolare l'agenda deve prevedere anche una modifica dell'attuale legge elettorale, per arrivare ad un sistema basato sul doppio turno con una quota proporzionale. Ed alla fine il segretario del Pd ha aggiunto: "la capacità di riforme può venire solo da noi, la destra non è capace di fare le riforme".

Aggiornamento ore 13.02


“Riformare le primarie per salvarle” dunque: questa è l’espressione utilizzata dall'ex ministro del governo Prodi, che comunque tiene a precisare che le primarie in corso, per scegliere i candidati per le amministrative di primavera, verranno tutte svolte regolarmente. Quanto alle future, invece, la parola d'ordine è “riformarle per salvarle''. Dal segretario democratico Pierluigi Bersani parte, inoltre, la proposta di una conferenza nazionale sul partito da fare entro il 2011. L’obiettivo è quello di realizzare una discussione che parta dalla testa: “Dobbiamo parlare della democrazia che abbiamo in testa – ha dichiarato – e dell'evoluzione democratica in Italia e in Europa”. Intanto le parole del segretario non convincono l’area dell’ex Margherita. A farsi portavoce è Paolo Gentiloni, che annuncia il voto contrario alla relazione di Bersani da parte della minoranza critica di Movimento Democratico, di cui fanno parte Walter Veltroni e Beppe Fioroni. ''Ci aspettavamo posizioni più chiare – ha spiegato Gentiloni - a partire dalla questione del giorno, ovvero la Fiat, fino alle alleanze. Senza alcuna polemica, per questi motivi, non ci sentiamo di condividere la relazione di Bersani. Non la voteremo''.
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di Antonio Rispoli e Antonio Formisano
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