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Iacp e Arpac, Raffaele Topo(Pd): Il Governo impugni le norme innanzi alla Corte Costituzionale


Iacp e Arpac, Raffaele Topo(Pd): Il Governo impugni le norme innanzi alla Corte Costituzionale
20/12/2010, 15:12

Napoli, 20 dicembre 2010 - “Ho scritto al Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi e al Ministro per i Rapporti con le Regioni, Raffaele Fitto, per chiedere che la legge regionale n. 16 del 2010 venga impugnata, senza indugi, innanzi alla Corte Costituzionale per ripristinare la legalità violata”. Ad annunciare tale iniziativa il consigliere regionale Pd e Segretario della Commissione Bilancio Raffaele Topo che ha inviato due distinte lettere con le osservazioni di merito al Presidente del Consiglio e al Ministro per i Rapporti con le Regioni e per conoscenza a Caldoro e Romano. La legge in questione è quella riguardante le “Misure urgenti per la finanza regionale” e Topo ne chiede l’impugnazione in particolare per il comma 4 dell’art. 19 che prevede lo scioglimento degli Iacp, con effetto immediato dei consigli di amministrazione, e il comma 10 dell’art. 19 che dichiara decaduto il Direttore generale dell’Arpac. “Queste norme – spiega Raffaele Topo – sono censurabili perché violano gli art. 3, 97 e 98 della Costituzione e l’art. 60 dello Statuto della Regione Campania. Sullo Statuto – ricorda il segretario della Commissione Bilancio - la legge finanziaria deve contenere esclusivamente norme di natura finanziaria e certamente non è questo il caso”. “Per quanto riguarda la violazione alla Costituzione, come è noto, il potere di commissariamento è riconosciuto, in via generale, alle Autorità che istituzionalmente hanno compiti e poteri di vigilanza e controllo su enti a loro sottoposti. Ed è comunque necessario – continua il consigliere regionale del Pd - l’esistenza di un motivo ed una ragione che giustifichi l’esercizio di tale penetrante potere di controllo. La legge – osserva Topo - non procede a ridisegnare il sistema organizzativo degli organi di governo degli IACP, sopprimendoli, diminuendoli di numero, stabilendone una diversa durata ma si limita a disporre lo scioglimento senza addurre alcuna ragione né alcun criterio, appellandosi ad una generica ed apodittica situazione gestionale. La Regione, nelle more dell’approvazione della legge di riforma (le famose more campane…) commissaria, senza motivazione, per 18 mesi, istituti che funzionano in base a leggi statali tutt’ora vigenti”. “Ancora più grave – dichiara Topo – è ciò che è stato legiferato per la Direzione dell’Arpac. Non potendo, infatti, la Regione dichiarare la decadenza del Direttore sulla base di una norma di diritto, ha approvato una disposizione avente forza di legge con cui si dichiara la decadenza del Direttore generale, con l’intento di evitare di essere sottoposta al vaglio di legittimità giurisdizionale. Anche in questo caso la legge non procede a ridisegnare il sistema organizzativo dell’Arpac, legifera con forza di legge e nel frattempo, come si sta già verificando, si realizzano effetti lesivi”. Topo richiama la Corte delle Leggi che “ha avuto modo di pronunziarsi con due sentenze (n. 103/2007 e 104/2007) con le quali ha di fatto posto dei limiti ai meccanismi dello spoil sistem, stabilendo che non si può violare, in particolare, il principio di continuità dell’azione amministrativa. In buona sostanza la decadenza delle funzioni legittimamente conferite ai dirigenti, può essere conseguenza soltanto di una accertata responsabilità dirigenziale in presenza di determinati presupposti e all’esito di un procedimento di garanzia puntualmente disciplinato. Cosa che non c’è nel caso dell’Arpac”. “In base a tutte queste osservazioni – conclude il consigliere regionale del Pd Topo – ho sottoposto la richiesta al Governo di impugnare, senza indugi, tali provvedimenti perché va ripristinata la legalità nella nostra regione”.

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di redazione
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