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le segnalazioni di Carmine Attanasio

IDV denuncia la morte del Turismo


IDV denuncia la morte del Turismo
24/07/2010, 14:07

Le foto delle discariche cittadine e quelle relative all’inquinamento del nostro mare – afferma il componente dell’esecutivo cittadino di IDV Napoli Carmine Attanasio - devono farci riflettere sull’incapacità dei nostri amministratori nel non saper porre in atto tutte quelle azioni che possano servire a dare una svolta alla gestione della cosa pubblica. Queste immagini oltre a ferire la “collettività civile” di questa città rappresentano un pericoloso deterrente allo sviluppo turistico della stessa. Se in via Coroglio sono state lasciate centinaia di poltroncine dello stadio San Paolo, dovrebbe essere facilissimo individuare i colpevoli considerato che in quello stadio avrà lavorato una determinata ditta e che la stessa è responsabile dell’avvio a discarica dei materiali di risulta. Se sull’asse viario Arenella – Soccavo , da sei anni, viene quotidianamente abbandonato ogni tipo di rifiuti sarebbe allora semplicissimo individuare i responsabili attraverso adeguati appostamenti. Invece di attivare servizi ordinari e capillari si continua ad intervenire a macchia di leopardo quando una situazione di degrado è segnalata dai giornali o da qualche politico che per sua utilità, non certo per sua dovuta competenza, si preoccupa di segnalare il singolo piccolo caso intervenendo alla foce e non alla fonte facendo in modo che l’amministrazione comunale non funzioni a “prescindere” come invece dovrebbe. Il Comune – continua l’esponente ambientalista di Italia Dei Valori – farebbe bene ad occuparsi anche del verde che va in malora e delle aiuole cittadine che, per il 95%, versano in uno stato di degrado assoluto come si evince dalle centinaia di foto scattate negli ultimi anni e che fanno parte di un dossier in nostro possesso. La manutenzione del verde a Napoli è da anni inesistente, le aiuole sono tutte ingiallite, gli unici colori conferiti alle stesse non sono dati dai fiori ma dal tipo di rifiuto depositato, le fioriere non sono curate e diventano ricettacolo di ogni tipo di cartacce e di mozziconi di sigarette. Le palme, quasi mai potate e con i rami secchi perennemente pendenti, diventano facile preda di ogni tipo di insetto infestante. In questo modo l'immagine che si offre a napoletani e turisti è decisamente sconfortante. Nella parte bassa di via E. Mario i passanti sono costretti ad invadere la sede stradale perché il marciapiede è ostruito dalle erbacce; in via Altamura le aiuole, in tutti i giorni dell’anno, sono piene di rifiuti; nelle aiuole di via Iannelli blatte e topi fanno da padroni; le aiuole spartitraffico di via Ruoppolo sempre piene di rifiuti; le aiuole di viale Traiano da terzo mondo; in via Manzoni la mancata manutenzione degli alberi ha portato alla morte decine di pini secolari mai sostituiti e ad un degrado dell’intera sede stradale che, considerata la sua vocazione paesaggistica – turistica, avrebbe bisogno di ben altre attenzioni in sede di predisposizione nel bilancio di una città che si vuole rilanciare turisticamente, avrebbe più effetto la sistemazione di questa strada che non l’installazione di tre palloni luminosi a piazza del Plebiscito. Gli esempi potrebbero essere ancora centinaia ma quello delle aiuole all’uscita dell’aeroporto di Capodichino, che versano quasi sempre in uno stato di degrado assoluto, rappresenta il “miglior” biglietto da visita di questa città definita giustamente da Bertolaso come “ordinariamente sporca”.

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di Redazione
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