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Perchè lo scioglimento è avvenuto a 2 mesi dalle elezioni?

Iervolino a casa: giustizia o buffonata?

L'editoriale

Iervolino a casa: giustizia o buffonata?
03/03/2011, 19:03

La Iervolino è stata mandata a casa, in pensione. Finalmente, direbbero i cittadini ed anche i politici che in questi cinque anni non sono riusciti ad anticipare lo scioglimento del consiglio comunale del capoluogo della Regione Campania dopo 10 anni di amministrazione della politica più apprezzata dai politicanti napoletani, ma disprezzata dai cittadini partenopei per le condizioni disastrose in cui oggi versa la città di Napoli. Già in diverse occasioni era stato prospettato lo scioglimento del Consiglio Comunale, la mozione di sfiducia dell’IDV presentata da Moxedano poco tempo fa non andò a termine visti gli ordini giunti dai vertici del partito di Di Pietro, il quale, ai microfoni della Julie disse espressamente “di non voler fare un favore a Silvio Berlusconi”. Né a destra e nemmeno a sinistra c’era voglia di far decorrere la giunta più chiacchierata d’Italia secondo i tempi previsti dal consuetudinario mandato quinquennale che compete a tutti i sindaci della Penisola. Perché far cadere nonna Rosetta solo due mesi prima delle elezioni amministrative che avrebbero comunque rappresentato il pensionamento di un politico di alto profilo come quello dell’ex ministro dell’Interno della Repubblica Italiana? Per i napoletani, i cittadini intendo, è stato forse il premio meritato da Rosetta per un’amministrazione scellerata messa in atto negli ultimi cinque anni dove la sindaca è stata protagonista nel male della disfatta napoletana, che ha visto la capitale del Regno delle due Sicilie degradarsi di giorno in giorno. Una lunga agonia, che ha dato i presupposti per far sì che la gloriosa carriera di Rosa Russo Iervolino, fosse macchiata una volta giunta all’epilogo. I politici dell’opposizione, però, non devono esultare per questa disfatta in piena zona Mazzarri visto che non sono stati in grado di mandare a casa molto prima l’acerrimo nemico di centrosinistra. L’unica giustificazione a questo atto scellerato nei confronti della città da parte di chi adesso l’ha messa in amministrazione controllata dopo la deposizione delle firme dei 31 consiglieri dissidenti che ha sancito così la fine di un’era durata ben 10 lunghi anni, si trova nell’aver impedito colpi bassi dell’ultima ora da parte dell’ex esecutivo atti a favorire il clientelismo pre-elettorale al quale i bassoliniani ci hanno già abituato.

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di Livio Varriale
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