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Accuse dopo lo scioglimento. Lepore: valuteremo

Iervolino si sfoga: Le dimissioni? Indaghi la magistratura

L'ex sindaco: "voltagabbana". Bersani: trappola vergognosa

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Iervolino si sfoga: Le dimissioni? Indaghi la magistratura
03/03/2011, 17:03

NAPOLI - Il giorno degli ultimi saluti alla sua città ed agli uomini della sua Giunta. Poi un duro sfogo, dove a parlare è la rabbia e la volontà di togliersi dalle scarpe quei sassolini che con gli anni sono diventati insopportabili zavorre. Rosa Russo Iervolino è indignata, ma non ha nulla da recriminarsi. Si dice serena, sorride ai fotografi, ma dopo i convenevoli snocciola immediatamente un lungo rosario di accuse e reprimende a quegli infedeli che hanno abbandonato la nave prima che affondasse del tutto, rimangiando persino la fiducia approvata sei mesi fa al bilancio, un “bilancio povero ma pulito”. “Persone – precisa il sindaco – che fino a ieri hanno sempre dimostrato di apprezzare il mio operato, ed invece hanno poi decretato la fine del mandato”.
Li definisce voltagabbana, la fascia tricolore, senza però mai fare i loro nomi. “Un termine che non avrei mai voluto usare”, aggiunge, spingendosi perfino oltre e gettando ombre su una presunta campagna acquisti ordita dall’opposizione per far crollare la sua amministrazione. “Non ho elementi certi – chiosa Rosetta durante la sua conferenza stampa - altrimenti li avrei già denunciati. Chiedo però alla magistratura di metterci il naso”.
È alla magistratura dunque che la fascia tricolore più longeva delle storia del Comune di Napoli rivolge il suo appello, affinché faccia chiarezza su presunte compravendite di “voltagabbana” avvicinati dall’opposizione. Le dimissioni dei 31 consiglieri comunali sciolgono di fatto il consiglio Comunale, ed il sindaco si lascia ad uno sfogo liberatorio, non essendo però a conoscenza di fatti specifici da esporre alla Procura.
Qualche rimpianto ovviamente c'è, "ma sono fiera del numero di persone alle quali sono riuscita a dare lavoro". "Ci sono stati alcuni errori nella scelta degli assessori e sapete a chi mi riferisco - dice, alludendo a Roberto De Masi, che diventato consigliere e' passato in Fli e ha firmato le dimissioni - sono contenta di aver sempre istintivamente preferito la Napoli popolare alla Napoli borghese. Se mi invitano a San Giovanni a Teduccio mi sento tra la mia gente. Probabilmente avrei dovuto andare dal parrucchiere una volta di piu' e nei salotti bene". A chi chiede quale sara' l'ultimo pensiero per Palazzo San Giacomo, il sindaco risponde di voler "cancellare i tanti vermiciattoli che ho conosciuto da queste parti. E preferisco ricordare - dice - le tantissime persone che mi hanno circondato di affetto e che hanno fatto le nozze con i fichi secchi". La metafora di un detto popolare per ringraziare quanti l'hanno sostenuta nelle iniziative da realizzare, facendo sempre i conti con le finanze ristrette. E di ultimi segnali non raccolti di una maggioranza che si stava sgretolando negli ultimi giorni viene chiesto conto al sindaco. "Non abbiamo sottovalutato nulla - spiega - essendo politico di lungo corso, la puzza si sentiva arrivare nelle commissioni, nelle riunioni dei capigruppo, nel consiglio comunale. Anche la mozione di sfiducia era un modo per discutere". Per Iervolino le ultime vicende interne al suo partito, il Pd, con le primarie napoletane 'congelate' per accuse di brogli e nessun candidato ancora scelto, non possono essere collegate alla sua vicenda. "Non abbiamo dato uno spettacolo bello, ma legare cio' e' una commistione scorrettissima. Proprio in un momento in cui stava nascendo un candidato buono e forte", dice, alludendo a Mario Morcone. Ora tornera' a fare la pendolare tra Napoli, Roma, Bruxelles e "la mia amatissima Vasto", e "campagna elettorale, con due tessere, la mia e quella di mia figlia Francesca. Non fondero' una mia corrente. Il futuro della signoraIervolino, detta poi Rosetta, molto piu' spiccio? Sono zingara". Unico rimpianto, "non aver lavorato con un consiglio comunale diverso, avremmo potuto fare mille cose invece dei giochetti sul numero legale a meta' seduta". E qui un nuovo affondo: "per uno scansafatiche in piu' o in meno, non si manda la terza citta' d'Italia in ginocchio. Se si dovesse applicare questo principio in Parlamento, Berlusconi sarebbe a casa da tempo". Napoli e', cita Goethe, "angeli e diavoli. Lo sforzo e' di fare piu' angeli e meno diavoli". Quanto al Pd, "si e' comportato con grande linearita' e incisivita'". Ringrazia Prodi che l'ha chiamata e Bersani. "Gli ho detto - rivela - potremmo ora fare una campagna piu' appassionata e libera da pensieri".
IL PROCURATORE LEPORE: VALUTEREMO DICHIARAZIONI IERVOLINO - "Valuteremo le dichiarazioni del sindaco Iervolino e se verranno fuori ipotesi di reato faremo gli accertamenti opportuni come del resto abbiamo sempre fatto". Lo dice il procuratore della Repubblica di Napoli, Giandomenico Lepore, interpellato sull'invito pubblico fatto da Rosa Russo Iervolino. Il primo cittadino nella conferenza di saluto alla citta' circa le dimissioni dei 31 consiglieri, molti ex appartenenti al centrosinistra, ha detto: "Se fossi magistrato quanto accaduto m'incuriosirebbe: non ho prove ne' elementi certi, ma chiedo alla magistratura di metterci un occhio".
Bersani: Contro Iervolino una trappola vergognosa - "La Iervolino e' una persona onesta, seria e perbene. La trappola che le e' stata tesa e' una vergogna". Lo ha dichiarato il segretario del Pd, Pier Luigi Bersani nel corso del programma Annozero.

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di Davide Gambardella
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