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Intanto Berlusconi offre una ricostruzione alternativa

Il 13 marzo, udienza per le liste Pdl del Lazio davanti al Consiglio di Stato


Il 13 marzo, udienza per le liste Pdl del Lazio davanti al Consiglio di Stato
10/03/2010, 13:03

ROMA - Il Pdl fa l'ultimo tentativo per far ammettere le proprie liste elettorali, con il ricorso al Consiglio di Stato, dopo la sconfitta legale subita dal Tar, che ha rigettato le pretese del partito di maggioranza. L'udienza è prevista per sabato 13 amrzo, alle 10 del mattino; la durata dipenderà dal tempo necessario ad esaminare il ricorso.
Intanto Berlusconi ha spiegato ai suoi organi di stampa, cosa è successo al momento della presentazione delle liste. I rappresentanti del Pdl erano lì, in fila con gli altri, quando sono stati aggrediti dai rappresentanti di altre liste; e quando Milioni e Polesi hanno chiesto l'intervento del magistrato, dottor DIamanti - secondo il premier - quest'ultimo ha semplicemente deciso di escluderli perchè erano oltre "una linea di un centimetro, in questo grande salone". QUindi c'è stato un marchiano errore dlel'ufficio circoscrizionale, avallato dal Tar, reo di non avere applicato le norme del decreto interpretativo.
Naturalmente non poteva mancare l'attacco alla sinistra: "Il comportamento della sinistra è stato ed è antidemocratico e meschino; noi ci saremmo comportati nel modo opposto. Ma daremo una lezione alla sinistra, con i nostri candidati, le nostre ragioni e i nostri programmi, e dimostreremo di poter prevalere sui malefici, la slealtà, l’atteggiamento antidemocratico della sinistra. Vinceremo anche se penalizzati, perchè faremo prevalere prevalere le ragioni della politica: i cittadini sono stanchi delle polemiche delle carte bollate".
Inutile dire che tutta questa ricostruzione fa a pugni con le immagini, che mostrano tafferugli verbali, ma ben oltre le 12, orario massimo di consegna. Senza contare che è ridicolo accusare i radicali di episodi di violenza. E senza contare le altre immagini dove si vede Milioni che armeggia con le liste ancora riposte in uno scatolo, lontano dall'ufficio elettorale. Sul come si sarebbero comportati, non c'è bisogno di guardare al futuro, basta guardare al passato: nel 2000, nel 2005 e nel 2008 ci furono tre episodi che costarono nel primo caso l'esclusione di un candidato dei DS dal Molise, su cui nessuno protestò; nel secondo si rifecero le elezioni regionali in Molise, a causa di un errore nelle liste e grazie a questo ricorso che Michele Iorio ha governato fino ad oggi, e in quella occasione il centrodestra scatenò una immane gazzarra, per impedire che si intervenisse sulla sentenza del Tar; nel terzo caso toccò all'Udc, alleato del centrosinistra, non partecipare alle elezioni in Trentino; ed anche in quel caso nessuno disse niente

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di Antonio Rispoli
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