Politica / Parlamento

Commenta Stampa

Dati forniti da Renato Mannheimer del Corriere della Sera

Il 50% dei cattolici praticanti appoggia Berlusconi


Il 50% dei cattolici praticanti appoggia Berlusconi
06/09/2009, 12:09

La statistica è un'opinione. Non solo: con cifre, percentuali e numeri, infatti, l'opinione  si può "dimostrare" e addirittura influenzare/creare. Qualche mese fa il Premier diceva di godere di un'indice di gradimento generale che sfiorava niente poco di meno che il 60%. Dire, giusto per fare qualche esempio, su quali basi e quale campione venisse calcolato quest'indice e con quali tecniche statistiche non contava; ciò che contava era un bel 60 affiancato dalla percentuale (del resto, si sa: la matematica non è un'opinione...anche quando viene denaturalizzata e strumentalizzata per farla, l'opinione)
Eppure, quanti parlavano di un eccessivo e megalomane ottimismo di Berlusconi riguardo al suo appeal nei confronti degli italiani, oggi rischiano di doversi ricredere a causa di un'altra statistica, questa volta effettuata dal Corriere Della Sera, che parla di un elettorato cattolico praticante che si schiererebbe al 50 % dalla parte del Primo Ministro.
Ad avventurarsi nella ricerca per il Corriere è Renato Mannheimer, il quale, ci teniamo a dirlo, precisa anche il numero di persone intervistate (800) e la loro tipologia (cattolici praticanti che vanno a messa ogni domenica o almeno due volte al mese). Secondo i dati raccolti, dunque, circa 400 degli interpellati hanno dichiarato di votare per Berlusconi e di appoggiae la sua politica. Mannheimer precisa comunque che, rispetto all'aprile 2009, c'è stato un leggero calo di preferenze (del 5%). Un calo, comunque, decisamente poco considerevole prendendo in analisi le ripetute bufere che hanno travolto Berlusconi e gli ultimi, aspri scontri con una non trascurabile parte della Chiesa.
Chiesa cattolica che, sempre secondo Mannheimer, ha invece visto aumentare l'indice di gradimento tra i cattolici praticanti (dall'80 all'85%).
Agli avversari del Capo del Governo, dunque, andrebbe suggerito un nuovo antidoto; più efficace di ciò che troppo facilmente può essere fatto passare per "gossip". Qualcosa che magari somigli anche solo vagamente alla costruzione di qualcosa di nuovo, piuttosto che all'ossessiva e spesso fanatica voglia di demolire il vecchio (e marcio) che c'è e che, a quanto pare, ha sviluppato una resistenza notevole anche contro le "cure" più pesanti.

Commenta Stampa
di Germano Milite
Riproduzione riservata ©