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Un deputato regionale conferma le accuse

Il caso firme false a Palermo: nel M5S gli indagati per firme false salgono a 13


Il caso firme false a Palermo: nel M5S gli indagati per firme false salgono a 13
28/11/2016, 14:56

Salgono a 13 i nomi degli indagati dal Pm di Palermo per le firme false alla lista del M5S alle comunali. Oltre ai 10 nomi, resi noti nei giorni scorsi, risultano altri tre gli iscritti al registro indagati: Pietro Salvino, marito della deputata nazionale Claudia Mannino.
Giulia De Vita e il terzo nuovo indagato è Riccardo Ricciardi, marito della deputata nazionale Loredana Lupo.

Ricciardi è indagato poiché sarebbe stato colui che materialmente ha consegnato le liste delle firme in Comune.
Emerge che, anche il deputato regionale del Movimento cinque stelle, Giorgio Ciaccio, interrogato dai Pm di Palermo: ha raccontato ai magistrati tutti i particolari sulla vicenda delle firme false delle comunali del 2012.

Ciaccio, è stato interrogato pochi giorni dopo essersi autosospeso ed ha confermato il racconto del collega dell’Ars Claudia La Rocca, che si era auto accusata facendo il nome degli altri grillini coinvolti.

La deputata Claudia Mannino, lunedì mattina si è avvalsa della facoltà di non rispondere davanti ai Pm che l’avevano convocata per l’interrogatorio rifiutandosi anche di rilasciare il saggio grafico richiesto dai magistrati. Il marito, Pietro Salvino ha fatto la stessa scelta.

Finora solo l’attivista Vita Alice Pantaleone si è sottoposta all’interrogatorio.

“Indubbiamente abbiamo sbagliato, non possiamo negarlo, ci sono le condizioni per le quali si possa presumere che il fatto sia avvenuto e quindi ora dobbiamo risponderne” – Lo afferma parlando con i giornalisti Giampiero Trizzino, avvocato e parlamentare dell’Ars del movimento 5 stelle.

Tra mercoledì e giovedì gli avvisi di garanzia erano stati notificati ai primi dieci indagati: Nuti, Mannino, Busalacchi, Alice Pantaleone, La Rocca, Ciaccio, Stefano Paradiso, Giuseppe Ippolito, l’avvocato Francesco  Menallo, Giovanni Scarpello che avrebbe dovuto accertare la regolarità delle firme.

Adesso, nel registro anche i nomi dei nuovi indagati.

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di Monica Cima
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