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Circa 10 poltrone per 60 pretendenti. Come se ne uscirà?

Il Cavaliere e il dramma del rimpasto che “s’ha da fare”

La nuova promessa: “Dopo Pasqua le nuove nomine”

Il Cavaliere e il dramma del rimpasto che “s’ha da fare”
21/04/2011, 10:04

ROMA – Questo rimpasto nell’esecutivo s’ha da fare. E il prima possibile. Quando? Dopo Pasqua. È questa la nuova promessa del presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, sempre più stretto nella morsa di chi, i Responsabili per fare un esempio, chiede un riconoscimento per aver fatto in modo che il governo di centrodestra rimanesse in vita. Un “riconoscimento politico visibile”, che per essere tale deve necessariamente tradursi in “poltrone”. Il premier, tra continui affanni e battibecchi con il Colle, dunque, è al lavoro per risolvere un altro grattacapo: la nuova tranche di nomine nella squadra di governo, che dovrebbe essere definita subito dopo Pasqua: le new entry dell’esecutivo, è questa l’intenzione del Cavaliere, devono essere illustrate al capo dello Stato al più presto. Altrimenti ci si potrebbe ritrovare a fare i conti con ciò che a tutti i costi è stato fino ad oggi scongiurato: la tenuta della maggioranza di governo.
Attualmente i posti vacanti sono 9 come sottosegretario e 1 come viceministro e l’idea è quella di promuovere per il momento solo i Responsabili: voglio dare un riconoscimento - avrebbe spiegato il premier nel corso di un vertice a palazzo Grazioli - a chi ha sostenuto il governo, consentendogli di andare avanti. La seconda portata di nomine, invece, dovrebbe arrivare dopo le elezioni amministrative: una scelta alquanto strategica, come spiegano anche gli stessi fedelissimi del Cavaliere: un modo per lasciare una porta aperta agli scontenti di Fli, con la speranza e l’auspicio che questi possano tornare ad arricchire le fila del Pdl. La situazione, insomma, è complicata: sono circa una decina le poltrone da distribuire, per una sessantina di pretendenti dal momento che ai Responsabili si aggiungono gli aspiranti del Pdl e della amata compagna di squadra che è la Lega e che reclama una sua buona porzione. Come ne uscirà il Cavaliere dal momento che le tanto ambite poltrone non potranno di sicuro moltiplicarsi all’infinito? L’obiettivo, si sa, è quello di accontentare tutti, nessuno escluso. Ma in che modo?

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di Antonio Formisano
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