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Il premier si dice sereno. “Il Terzo Polo? Passato!”

Il Cavaliere: “Non c’è alternativa a questa maggioranza”

“Continuiamo, anche meglio senza Fini e Casini”

Il Cavaliere: “Non c’è alternativa a questa maggioranza”
29/01/2011, 18:01

Sono solo comparsate le sue. A volte video, altre volte telefoniche. Perché se è pur vero che Berlusconi non fugge ai giudici (è quello che il presidente del Consiglio ripete a più riprese, ma la realtà dei fatti sembra contraddirlo. La precisazione è d’obbligo), è anche vero però che fugge da qualsiasi contraddittorio e dal giudizio popolare, concedendoci brevi apparizioni audio e video. Nulla di più. Il presidente del Consiglio, dopo essersi rintanato tutta la settimana nella sua residenza di palazzo Grazioli, ha lasciato la Capitale. Ma che nessuno si illuda. Non per recarsi dinanzi ai Magistrati che attendono, forse invano, un chiarimento sul caso Ruby che lo vede coinvolto. Il premier si è recato a Milano, per non mancare da lì al consueto appuntamento telefonico. D’altronde lo si era capito eccome: è iniziata la Repubblica del videomessaggio e delle telefonate. Un silenzio quindi apparente, quello registratosi questa mattina sull’agenda politica del nostro Paese, servito al presidente del Consiglio per preparare e limare il discorso di esaltazione della propria squadra di governo, in attesa del collegamento telefonico previsto con la prima assemblea provinciale di Alleanza di Centro di Pionati a Cassino. Quale occasione migliore per elogiare il suo operato, nonostante da più tempo il governo pare sia impantanato? Sono “sereno e determinato, continuiamo a governare” con una “squadra di governo capace e appassionata”. Si dice convinto che “i numeri tengano” il presidente del Consiglio e non perde occasione di ribattere alla provocazione lanciata da Todi dal Terzo Polo, che auspica elezioni anticipate: chi chiede il voto anticipato “lo fa per i propri interessi e non per avere un nuovo governo stabile”, dal momento “che non c'è alternativa a questa alleanza, a questa maggioranza. Chi oggi vuole le elezioni anticipate – chiarisce il presidente del Consiglio - non lo fa per arrivare a una Legislatura in grado di garantire un altro governo compatto, unito e con un preciso programma di riforme, ma pensa soltanto ai propri interessi, alla gestione e spartizione del potere”. La determinazione a continuare la Legislatura è un refrain che torna di continuo nelle parole di Berlusconi: "Siamo determinatissimi ad andare avanti per fare le riforme necessarie". E ancora: "Noi governiamo con la maggioranza che abbiamo in Parlamento per fare le riforme". Berlusconi cita in particolare la riforma del federalismo e quella della giustizia, contro la quale, torna a ripetere, "Fini ha detto no". Anzi, insiste il capo del governo, proprio senza Fini e i finiani ora "andiamo avanti senza vincoli", dal momento “che il Terzo Polo altro non è che un assemblaggio di pezzi del passato”. La solita e ripetitiva minestra riscaldata insomma, nell’attesa che il premier possa chiarire innanzitutto quella che è la sua posizione giudiziaria, prima di parlare a raffica su altro.

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di Antonio Formisano
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