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Obiettivo colpire prostitute, extracomunitari e poveri

Il Cdm approva il nuovo "piano sicurezza"


Il Cdm approva il nuovo 'piano sicurezza'
05/11/2010, 13:11

ROMA - Il Consiglio dei Ministri ha approvato un nuovo pacchetto sicurezza, per intensificare l'attacco contro le fasce socialmente ed economicamente deboli. Numerose sono le norme contenute nel disegno di legge, che toccano molti aspetti.
Innanzitutto è stato deciso di fare un articolo per espellere dal Paese anche i cittadini comunitari che non hanno un lavoro stabile e che sono in Italia da più di 90 giorni. L'espulsione sarebbe motivata da motivi di ordine pubblico e lasciata quindi all'iniziativa della Polizia, senza coinvolgere la magistratura. Stessa misura per le prostitute di strada, che se verranno beccate ad esercitare il loro mestiere riceveranno il foglio di via, cioè il divieto a stare in quella città.
Per quanto riguarda le violenze negli stadi, viene reintrodotto il principio della flagranza differita: chi compie atti di teppismo potrà essere arrestato in flagranza (quindi processato entro 48 ore dall'arresto) anche dopo la partita, fino a 2 giorni dopo.
Verranno anche cancellate le norme del decreto Pisanu, che rendevano molto difficile il collegamento ad internet col wi-fi. Adesso sarà più semplice poter accedere a questo sistema che in Italia è bloccato, mentre all'estero è utilizzatissimo.
Novità anche per l'agenzia dei beni sequestrati alla malavita. Si intende monetizzare una parte dei beni sequestrati (secondo i dati ufficiali, sarebbero 35 mila per un valore di 18 miliardi) per far sì che l'agenzia possa autofinanziarsi e magari estendersi con una serie di sedi regionali (come Napoli o Palermo).
Infine il governo intende trasferire il compito di rilasciare i permessi di soggiorno dalle Questure ai Comuni. Un grave errore, che aumenterà le truffe e gli imbrogli, perchè ovviamente i Comuni non sono in grado di fare gli stessi controlli che può fare la Polizia.
Infine c'è il progetto di estendere a tutti la carta di identità elettronica, magari attribuendola sin dalla nascita e senza bisogno di rinnovarla come succede oggi.

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di Antonio Rispoli
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