Politica / Parlamento

Commenta Stampa

Riduzione delle classi e delle ore, più stage

Il CdM approva la riforma dei licei, ma i sindacati protestano


Il CdM approva la riforma dei licei, ma i sindacati protestano
04/02/2010, 14:02

ROMA - Il Consiglio dei Ministri ha dato il via libera alla riforma dei licei. Ce ne saranno solo di sei tipi: classico, scientifico, linguistico, artistico, musicale e delle scienze umane.
Al classico verrà introdotto lo studio di una materia straniera sin dal quinquennio e si aumenteranno le ore di materie scientifiche a scapito di quelle umanistiche.
Anche allo scientifico aumenteranno lo studio della matematica e delle scienze, con la possibilità di inserire "scienze applicate" nel programma. Il tutto con lo stesso numero di ore, il che si trdurrà anche qui di un ridotto studio delle materie umanistiche.
Nel linguistico si studieranno tre lingue straniere sin dal primo anno, mentre al terzo anno una delle materie sarà studiata integralmente in una lingua straniera; al quarto anno saranno due le materie studiate in una lingua straniera.
Il liceo delle scienze umane sostituirà il socio-psico-pedagogico, ma è solo una variazione di nome, nei fatti. Tutti i licei avranno 27 ore settimanali al biennio e 30 al triennio, anche se alcuni licei potranno fare qualche ora in più (35 ore massimo per il liceo artistico, 32 per il musicale, 31 per il classico).
Gli istituti tecnici scenderanno dagli attuali 10 con 39 indirizzi a 2 (economico e tecnologico) con 11 indirizzi. Si passerà dalle attuali 36 ore settimanali da 50 minuti l'una a 32 da 60 minuti e sono stati promessi incrementi di personale per arrivare a 264 ore di laboratorio nel biennio e a 891 nel triennio. Mentre è stata favorita la diffusione di stage, tirocini e la possibilità di lavorare.
Infine gli istituti professionali, che scendono da 5 corsi con 27 indirizzi a 2 corsi (servizi e industria/artigianato) con 6 indirizzi. Anche qua ci sarà la riduzione da 36 a 32 ore settimanali, e i corsi saranno divisi in due bienni e un quinto anno, in modo da poter treare corsi triennali o quadriennali per conseguire rispettivamente qualifiche o diplomi professionali. Anche qui sarà favorita la diffusione di stage, tirocini e la possibilità di imparare lavorando.
Ma questa riforma non è piaciuta ai sindacati della scuola, che hanno accusato il governo di fare una manovra per coprire le deficienze che i tagli del Ministro Tremonti stanno facendo. Mimmo Pantaleo, segretario generale della Flc-Cgil ha dichiarato: "Ciò che il governo ha approvato non è una riforma ma solo una rigorosa applicazione dei tagli decisi dal ministro Tremonti".  Da questa riforma la professionalità del personale uscirà svilita e tantissimi insegnanti e Ata saranno saranno presto licenziati". Ma anche Rino Di Meglio, coordinatore nazionale della Gilda, paventa un rischio grave: "E' evidente che studenti e docenti delle classi vittime dei tagli non avranno più alcuna certezza rispetto ai percorsi didattici che hanno intrapreso".
In generale, sono due le cose che balzano all'occhio. La prima è che tutti i miglioramenti promessi dal governo saranno possibili solo con una massiccia iniezione di risorse e di personale. Cosa che è alquanto in conflitto con quello che sta succedendo. Infatti la finanziaria triennale 2009-2011 prevede tagli per quasi 3 miliardi quest'anno ed altrettano il prossimo, con il licenziamento di oltre 100 mila tra insegnanti e bidelli in questi due anni. Invece quello che è sicuro è una forte riduzione dello studio umanistico a vantaggio del nozionismo spicciolo che la maggior parte degli insegnanti attua quando insegna le materie scientifiche. Insomma, alla fine della scuola i ragazzi sapranno ragionare di meno e sapranno meno cose, se non capita loro qualche ottimo insegnante. E anche negli istituti professionali e tecnici, dare tanto spazio al mondo del lavoro significherà ridurre l'apprendimento degli stessi. I nostri figli saranno docili ma ignoranti robot al servizio delle imprese?

Commenta Stampa
di Antonio Rispoli
Riproduzione riservata ©