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Stabilite multe ed ineleggibilità per chi amministra male

Il Cdm approva le sanzioni contro i governatori in "rosso"


Il Cdm approva le sanzioni contro i governatori in 'rosso'
01/12/2010, 10:12

ROMA - Una impresa non da poco: riuscire a mettersi contro più o meno tutti i governatori di regione e i presidenti di provincia e i sindaci d'Italia. E' quello che è riuscito a fare il governo, approvando la bozza del decreto attuativo sul federalismo fiscale che riguarda le sanzioni agli amministratori meno capaci. Nel testo si prevede la rimozione di quel governatore che mandi i conti della propria regione in "rosso" e l'ineleggibilità dello stesso a qualsiasi carica politica per i successivi 10 anni; inoltre si prevede anche un taglio del 30% ai rimborsi elettorali delle liste che sostengono il governatore malaccorto. Inoltre si introduce il principio di un inventario di fine legislatura, per quelle regioni che stanno rientrando dal deficit nella spesa sanitaria. In particolare questo inventario conterrebbe "azioni intraprese per contenere la spesa sanitaria e stato del percorso di convergenza ai costi standard; situazione economica e finanziaria del settore sanitario, quantificazione certificata della misura del relativo indebitamento regionale; stato certificato del bilancio regionale per la parte relativa alla spesa sanitaria".
Ma la bozza contiene anche incentivi per le province o le regioni che aiutano nel recupero dell'evasione fiscale: "Per potenziare l'azione di contrasto, la partecipazione delle regioni e delle province all'accertamento fiscale è incentivata mediante il riconoscimento di una quota pari al 50 per cento delle maggiori somme relative a tributi statali riscosse a titolo definitivo, a seguito dell'intervento della Regione o della provincia che abbia contribuito all'accertamento stesso".
Tuttavia questa bozza non è piaciuta agli enti locali. Sostanzialmente per due motivi. Innanzitutto non si prevede alcuna sanzione per i mancati trasferimenti dai ministeri agli enti locali. E questo non è un dettaglio trascurabile, perchè non di rado le traversie economiche degli enti locali dipendono dai mancati trasferimenti da parte dello Stato centrale. Senza contare che, come succede abitualmente con il governo Berlusconi, si potrebbero tardare i trasferimenti solo per ottenere la rimozione di un governatore politicamente scomodo. La seconda obiezione risiede nell'enorme differenza che esiste, a livello di trasferimenti dallo Stato centrale, tra gli enti locali del nord (che ricevono molto di più) e quelli del sud. Di conseguenza queste ultime, che sono anche quelle con una densità abitativa maggiore, saranno sempre più in difficoltà a fornire gli stessi servizi di quelle del nord.

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di Antonio Rispoli
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