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Il Centro-destra ha vinto le elezioni.


Il Centro-destra ha vinto le elezioni.
10/06/2009, 14:06

 

IL CENTRO DESTRA VINCE LE ELEZIONI EUROPEE ED AMMINISTRATIVE. IL NORD ALLA LEGA, IL SUD TORNA ALLA DESTRA.


 

di: Raffaele Pirozzi e Giuseppe Biasco


 

Le elezioni che si sono appena concluse, possono essere lette in maniera formale, ragionando sul dato nazionale e ripetendo le tesi che ogni partito ha affermato fino alla noia nelle ore passate. Oppure, si può prendere atto della verità e parlare delle contraddizioni che vive il nostro paese e che risultano sempre più insopportabili.

Noi preferiamo affrontare la realtà per quella che è, perché pensiamo sia la strada migliore per capire.

Il Partito che esce sconfitto da queste elezioni è il Partito Democratico. Infatti, il dato nazionale che segna un pesante meno 7% rispetto alle politiche dell’anno scorso, è la media tra un risultato al Nord meno disastroso del previsto, in presenza di una Lega che è al 20%. Al Centro si registra un voto di conferma e resistenza, mentre al Sud si registra il crollo, con 20 punti di scarto tra il P.d.L. ed il P.D. Il Nord alla Lega, il Centro è in equilibrio, ma la sinistra resta la forza politica storica; il Sud è di destra. Il Paese non è più un solo blocco, ma bensì tre sistemi territoriali divisi e diversi tra di loro, in cui si misura una incomunicabilità di fondo, perché sono tre modi diversi di essere Italia, e nessuno dei tre è in grado di prevalere sull’altro.

La differenza con il recente passato e che il Sud era interamente di sinistra, visto che tutte le Regioni e la maggioranza delle Province era governato da coalizioni di centro sinistra.

Questa è la prima vera contraddizione che dobbiamo registrare. Il lungo e spesso noioso ed inutile dibattito sulle riforme istituzionali mai fatte,ma che hanno prodotto solo alcune leggi elettorali veramente brutte, hanno ottenuto l’unico risultato di scavare in profondità nelle differenze dell’Italia, rendendola meno unità, meno Nazione, anche se ancora Stato, se pur in crisi.

Un altro elemento da tenere in conto è che appena la legge elettorale lo consente, crescono i partiti e i voti si disperdono. Il bipartitismo esce sconfitto da questa tornata elettorale, mentre la conferma del centrismo di Casini, non consente un facile ritorno al bipolarismo.

Sembra che gli italiani vogliono tornare al sistema elettorale proporzionale, gli italiani sanno di essere diversi e divisi e non se ne preoccupano molto. Ma chiedono di vedere rappresentata la diversità con una presenza di più partiti in grado di raccogliere le differenze. L’astensione e la disaffezione si giustifica anche per questo fenomeno.

Il Partito di Berlusconi che mirava al 40% perde qualche punto, non tanto per le vicende personali del premier, se pur scandalose, ma perché i partiti in Italia, quando si fondono perdono consensi.

Le giustificazioni e i motivi di consolazioni del PD sono molti e non vale la pena di ripetere. Ma resta il dato, che quando si è proceduto alla formazione del nuovo Partito, passando fa una coalizione elettorale composita e complessa, ma vincente, la sconfitta è stata una costante. Il Governo è velocemente caduto, è tornato con forza il vecchio di Arcore , ed ora si registra una nuova pesante sconfitta, sia alle europee che alle amministrative. Una riflessione andrà anche fatta: o il progetto non piace agli italiani, oppure è stato portato avanti in maniera sbagliata.

Queste considerazioni sono confermate dal voto amministrativo e poiché quello che si è consumato in Campania è il più interessante del Mezzogiorno vale la pena analizzarlo nel merito.

Il voto dei cittadini della Regione appare una logica conseguenza di quanto è accaduto nei mesi passati: l’emergenza spazzatura, la crisi della Sanità , l’arresto della Lonardo Mastella, e di molti assessori della Regione, lo scandalo del Comune di Napoli per l’affare Romeo e gli arresti eccellenti di assessori e politici, i problemi tra il Sindaco Iervolino ed il segretario del PD Nicolais; solo per citare gli episodi più significativi dei problemi del Centro Sinistra nella nostra regione.

Da questi dati sembra che ci sia una netta e chiara corrispondenza tra una manifesta incapacità di governo e voto popolare. Ed invece se si legge bene nei dati definitivi si capisce che lo scontro di potere in atto è ancora lo stesso, con l’unica accezione della provincia di Napoli in cui Cesaro rappresenta una vera rottura con gli ultimi 16 anni di gestione del potere, perché rappresenta il ritorno agli anni 80 ed al pentapartito.

Quali sono le contraddizioni a cui mi riferisco: Andrea Cozzolino, il migliore collaboratore di Bassolino ha preso più voti di tutti alle Europee, secondo solo a Berlusconi e le ha prese tutti in Campania, risultando eletto e primo dei Democratici. Clemente Mastella, che era il ministro della Giustizia del Governo prodi, coinvolto in uno scandalo con la sua famiglia ed il suo partito è stato eletto con oltre centomila voti nel centro destra, Ciriaco De Mita è stato eletto nel partito di Casini, mentre il suo riferimento nella Sanità, Montemarano, è stato sconfitto, non è più assessore Regionale e non è più neanche direttore della ASL Napoli 1.

Il vecchio accordo Bassolino, De Mita, Mastella è in crisi, ma è in grado di regge ancora.

La politica e la storia non si fa con i se, ma proviamo a fare una proiezione, se Veltroni non avesse deciso di colpire Bassolino, non candidando De Mita al Parlamento, la crisi alla provincia di Avellino non ci sarebbe stata, il sindaco di Avellino sarebbe stato del centro sinistra al primo turno senza problemi. A Salerno, Villani con il suo ottimo 43%, con il supporto di Mastella e De Mita sarebbe stato perlomeno in ballottaggio, mentre a Napoli, Nicolais, forse avrebe perso, ma al ballottaggio.

Invece alla Provincia di Napoli, Nicolais ha dovuto registrare la presenza di una lista di Rifondazione Comunista, unica nella Regione, a dimostrazione che il vecchio gruppo di potere, in cui Corrado Gabriele è uno dei fedelissimi, regge bene e si scambiano cortesie.

Per quello che riguarda la provincia di Napoli , la verità è il ritorno del socialista Cesaro allla Presidenza dell’Ente di Piazza Matteotti. Questo è stato possibile perché i napoletani hanno scarsa memoria, Cesaro era il membro di quella commissione del Consiglio provinciale di Napoli, che nel 1994, portò al dissesto dell’ente per un deficit di 450 miliardi di lire. Cosa che costrinse la prima Giunta Lamberti a sacrifici inenarrabili per ripianare quel disastro e ricostruire la credibilità dell’Ente. Tornano i socialisti scalzati da Bassolino con infamia nel 1993, ma la partita non è ancora finita., i giocatori sono ancora tutti in campo e la loro forza è ancora grande. Chi ha veramente perso è Nicolais, il Partito Democratico del commissario Morando, nato contro il Governatore e contro il vecchio leader irpino.

Se al Nord Berlusconi deve reggere il ricatto della Lega, adesso al Sud dovrà reggere al ricatto della vecchia D.C.. ritorna la cultura della vecchia politica assistenziale clientelare del Sud.

Torniamo indietro, perché non siamo stati capaci di andare avanti.

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di Raffaele Pirozzi
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