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Il Coisp: "Inopportuno concedere palcoscenici a Vallanzasca"


Il Coisp: 'Inopportuno concedere palcoscenici a Vallanzasca'
04/12/2009, 11:12

ROMA - E' vero ciò che scrive Carlo Bonini su Renato Vallanzasca "era un bandito e il bandito sapeva fare". Ma il nostro consenso si ferma quì, perché, ci consenta Carlo Bonini, per ognuno di noi, cristianamente, sulla faccia della terra c'è un destino ed una collocazione e se il destino di un uomo è quello di un bandito, che semina morte e dolore, allora la sua destinazione su questa terra non può essere che quella del carcere. La punizione morale ognuno la sconterà davanti a Dio, quella umana deve essere scontata di fronte ad altri uomini. E tutto questo assume una dimensione ancor peggiore se, sempre come scrive Bonini, ci si trova davanti a una personalità forte e intelligente come lui definisce Renato Vallanzasca, significa aver disperso i doni che il Signore o più semplicemente la natura ha dato a qualcuno piuttosto che a qualcun altro, e chi fa questo non merita di stare in mezzo a chi, a costo di grossi sacrifici, tenta di migliorarsi. Il COISP – il Sindacato Indipendente di Poliziacondanna, senza volersi sostituire al giudizio divino ma dando una dimensione alla giustizia umana, tutte quelle manifestazioni in cui assassini e delinquenti hanno un palcoscenico che alle loro vittime è precluso.
Renato Vallanzasca, 59 anni, milanese, condannato a quattro ergastoli, sarà uno degli ospiti dell'edizione 2009 del Noir in Festival, rassegna di cinema e letteratura dedicata al genere 'mistery', che si svolgerà dal 7 al 13 dicembre a Courmayeur (Aosta). Lunedì prossimo, 7 dicembre, alle 16.00, al Jardin de l'Ange, presenterà il libro 'Il fiore del male', scritto con il giornalista Carlo Bonini.
“L'inopportunità di questa presenza - dice Franco Maccari, Segretario Generale del Coisp - è nella storia stessa di Vallanzasca. Vallanzasca deve scontare una pena definitiva di 260 anni di carcere per sei omicidi, quattro sequestri di persona, innumerevoli rapine, scontri a fuoco, evasioni, sommosse carcerarie. Attualmente si trova fuori dal carcere (e vi resterà almeno fino alla fine dell'anno) - come ha deciso il Tribunale di Sorveglianza - in seguito a un delicato intervento chirurgico all'anca subito nel giugno scorso. E' stato arrestato il 15 febbraio del 1977 e da quel giorno, a parte qualche periodo di libertà dopo le sue note evasioni, è detenuto”. “ Tutto questo può bastare? - si chiede Maccari - Può bastare per dire che Vallanzasca è un errore della società, può bastare per affermare che le famiglie delle vittime di quei sei omicidi e di quei quattro sequestri di persona sono umiliate dalla scelta di uno Stato che consente a degli assassini di circolare

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di Redazione
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