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Il Coisp su nuovo svuota-carceri

Un’ipocrisia intollerabile

Il Coisp su nuovo svuota-carceri
28/06/2013, 11:28

“Certa ipocrisia non è davvero sopportabile. Se veramente si vogliono dare ‘risposte di civiltà e di dignità’ al Paese, il Ministro Cancellieri ed assieme a lei molti altri ancora, dovrebbero cominciare dal ritrovare il rispetto per gli uomini e donne che vestendo l’uniforme spendono una vita intera al servizio dello Stato sacrificando tutto per quattro spiccioli che non consentono a loro ed alle rispettive famiglie neppure di arrivare a fine mese. E non possiamo che domandarci come possa il Ministro continuare a dormire sonni tranquilli sapendo che dei poliziotti dalle carriere illibate, che fino a poche settimane fa avrebbero dovuto stare a giusta ragione ‘sotto la sua ala’ considerato il ruolo di Responsabile della Sicurezza Pubblica che lei ricopriva, sono rimasti in carcere tanti, troppi giorni ingiustamente, al di là di quello che la stessa legge prevede. E oggi, lo stesso Ministro si occupa di tirare fuori di galera chi deve scontare 6 ANNI di pena, mentre se ne è infischiata se 4 dei suoi Poliziotti ci sono stati sbattuti, per scontare una pena di solo 6 MESI, senza che ciò fosse giustificato e motivato. Questa è l’Italia che risponde solo alle regole imposte dal circo mass-mediatico! Questa è l’Italia che non si pone alcuna remora se deve dare addosso a 4 Poliziotti, al di là ed a prescindere dalla verità purchè questo risponda bene alle esigenze pubblicitarie. Questa è l’Italia che ha scatenato la guerra santa contro il Coisp, reo di aver chiesto giustizia, al pari di tanti altri prima di noi che invece sono stati celebrati come eroi, ma di averla chiesta per le persone sbagliate: i poliziotti!”.

Franco Maccari, Segretario Generale del Coisp, Sindacato Indipendente di Polizia torna sulla mancata applicazione della legge “svuota-carceri” ai colleghi condannati per eccesso colposo nell’omicidio colposo di Federico Aldrovandi, ai quali sono stati negati gli arresti domiciliari, e lo fa a stretto giro dall’approvazione del decreto del Governo – di iniziativa del Ministro della Giustizia Cancellieri, già Ministro dell’Interno – che, sempre per la necessità di tamponare l’emergenza del sovraffollamento carcerario, prevede la concessione dei domiciliari o di altre misure alternative al carcere, ai detenuti che hanno da scontare fino a 6 anni di pena. Rispondendo alle domande sull’opportunità o meno di rilasciare soggetti con condanne così pesanti, il Ministro ha difeso la scelta, spiegando che non deve trattarsi di soggetti o di reati che destino preoccupazione sociale, e che comunque non si restituisce la libertà ma li si manda ai domiciliari, parlando poi di “una risposta di civiltà e di dignità al Paese”.

“Di fronte a tutto questo – aggiunge Maccari – non possiamo che sottolineare che aspettiamo con grande ansia un commento da parte del Ministro, che quando si è trattato di noi ha avuto la rapidità di un falco e ci ha condannati senza appello e senza neppure ancora sapere cosa fosse o non fosse davvero accaduto, a proposito del fatto che lo stesso Procuratore Generale della Cassazione ha criticato la decisione del tribunale di Sorveglianza di Bologna di non concedere i domiciliari a uno dei colleghi detenuti a seguito del decesso Aldrovandi, ritenendo la pronuncia immotivata dal momento che non si può comprendere come potrebbe il collega reiterare il reato standosene ai domiciliari invece che in carcere - anche per la ‘non ripetibilità’ dell’evento che lo ha coinvolto e che lo stesso pg ha sottolineato -, e soprattutto, aggiungiamo noi, non si comprende come si sia giunti ad una prognosi di pericolosità nei confronti di un uomo che è e resta un poliziotto italiano e che non a caso è stato accusato e condannato per un reato colposo, colposo, non voluto né cercato”.

“Ci aspetteremmo in verità che in tanti ora trovassero il coraggio e l’onestà intellettuale di rimangiarsi il veleno sparso a piene mani sui colleghi e su di noi che abbiamo chiesto ad alta voce l’applicazione corretta della legge nei confronti loro e di tutti gli altri poliziotti italiani. Ma siamo convinti che non succederà e che tutti quelli che hanno cavalcato con un opportunismo ignobile l’onda emotiva e mediatica che ha finito per stravolgere tutto, oggi resteranno accuratamente in silenzio, sperando che nessuno faccia caso al fatto che le bugie stanno crollando una dietro l’altra. Ma non saranno così fortunati. Perché la gente ha ancora il proprio senso critico. I dubbi sono stati sempre tanti e, al di là dei resoconti giornalistici, i cittadini ci hanno espresso grande comprensione e vicinanza in questa ed in altre vicende tristi e complicate. I cittadini hanno continuato e continuano a credere in noi, e oggi continuano a ragionarci su ed a chiedersi perché chi ha fatto loro del male volontariamente debba poter tornare a casa a scontare la propria condanna in poltrona, mentre dei poliziotti che non hanno assolutamente voluto la morte di un ragazzo, sono dovuti rimanere in cella, in isolamento, perché la loro vita è stata a serio rischio in carcere, proprio come lo è fuori”. 

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di Redazione
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