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Il Consiglio ha preso atto della decadenza di Pietro Diodato


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Il Consiglio ha preso atto della decadenza di Pietro Diodato
03/12/2010, 15:12

NAPOLI – Il Consiglio Regionale della Campania, presieduto da Paolo Romano, ha preso atto della decadenza del consigliere regionale del PdL, Pietro Diodato, sulla base della decisione della Giunta delle Elezioni del Consiglio di presa d’atto della sua cancellazione dalle liste elettorali, a seguito di una pena accessoria comminata da una sentenza giudiziaria passata in giudicato (per un reato relativo a disordini elettori avvenuti nel 2001 presso un seggio elettorale di Pianura).
Il presidente Romano ha precisato che “la presa d’atto della decadenza è un mero atto ricognitivo da parte del Consiglio regionale di fronte alla cancellazione dalle liste elettorali” e ha sottolineato che “ogni mia iniziativa è stata volta alla tutela della legittimità e a garanzia dell’istituzione consiliare; la mia posizione è stata strumentalizzata da qualcuno che ha riportato cose ingiuste e false; chi ha strumentalizzato questa vicenda, cercando di scaricare la responsabilità su altri, avrebbe potuto proporre un percorso diverso alla Giunta delle Elezioni e non l’ha fatto e, oggi, in Consiglio, non è nemmeno presente”.
Il vertice del parlamento regionale ha anche sottolineato che “se la giustizia darà ragione a Diodato, convocheremo il Consiglio, se necessario, anche di notte, per reintegrarlo”.
Prima della presa d’atto, il consigliere Diodato ha sollevato una questione sospensiva ai sensi dell’art. 37 comma 4 del Regolamento interno, non accolta, nel merito della questione “in quanto le pene principali e accessorie della sentenza di cui trattasi sono state condizionalmente sospese e l’esecuzione di una sentenza penale può essere disposta solo dalla Procura della Repubblica. La cancellazione dalle liste elettorali disposta dal Comune di residenza – ha proseguito - è stata impugnata dal collegio difensivo e, su di essa, la Corte di Appello si pronuncerà entro venti giorni. Inoltre, nella procedura adottata dagli organi del Consiglio regionale non è stata garantita la partecipazione dell’interessato”.
A Diodato è subentrato il primo dei non eletti della liste del PdL, Pasquale Giacobbe.
Su proposta del capogruppo di “Caldoro presidente”, Gennaro Salvatore, il Consiglio ha rinviato l’esame delle proposte di legge per sottoporre agli abitanti di Ischia i referendum relativi alla costituzione del Comune “Città di Ischia”, mediante la fusione dei Comuni di Casamicciola, Ischia e Lacco Ameno, o del Comune unico “Isola d’Ischia”, frutto della fusione di tutti gli attuali sei comuni dell’isola verde. 
Nel proseguire l’esame dell’ordine del giorno, il Consiglio ha approvato a maggioranza alcuni debiti fuori bilancio (con il voto contrario dei gruppi Pse, Idv e Pd, salvo per i debiti fuori bilancio prodotti nella passata legislatura sui quali i consiglieri del Pd, Angela Cortese, Antonio Marciano e Corrado Gabriele si sono astenuti). 
Il Consiglio ha, infine, approvato un ordine del giorno relativo alle demolizioni disposte con sentenze passate in giudicato di opere abusive.
Su questo tema, il consigliere del Pd, Corrado Gabriele, ha chiesto al primo firmatario del provvedimento, Giovanni Fortunato, spiegazioni sul tema: “l’obiettivo è sottrarre alle demolizioni quei fabbricati realizzati in aree che non dovrebbero rientrare nelle zone vincolate per andare incontro a quelle famiglie che hanno pagato per il condono e si ritrovano nella condizione dell’abbattimento e di restare senza casa”. Il consigliere Enrico Fabozzi (Pd) ha proposto di rinviare l’esame dell’ordine del giorno per approfondimenti prima di approvarlo, ma il Consiglio, a maggioranza ha deciso di approvarlo. Il consigliere Dario Barbirotti (IdV) ha sottolineato che “negli ultimi trent’anni ci sono stati tre condoni che hanno provocato lo scempio del nostro territorio; questo ordine del giorno va, per l’ennesima volta, nella direzione dell’abusivismo e degli affaristi dell’edilizia – ha sottolineato l’esponente di Italia dei Valori – che ha, invece, sollecitato gli organi competenti a garantire l’attuazione delle sentenze di demolizione e a ripristinare la legalità”.
A questo punto, il Pd ha ritirato la propria firma dall’ordine del giorno e, messo ai voit, il Consiglio lo ha approvato a maggioranza”

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di Redazione
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