Politica / Regione

Commenta Stampa

Napoli. La "casta" si chiude a riccio e sfida la Prefettura

Il Consiglio "salva" Diodato dalla decadenza


Il Consiglio 'salva' Diodato dalla decadenza
17/11/2010, 17:11

NAPOLI - La "casta" si chiude a riccio e salva il consigliere regionale del Pdl, Pietro Diodato, dalla decadenza. Non è bastata la lettera del prefetto e nemmeno il parere dell'Avvocatura. Dopo la relazione di De Caro Del Basso del Pd, il quale è riuscito a dire tutto ed il contrario di tutto, a scrutinio segreto l'aula ha emesso il suo verdetto: 32 favorevoli alla permanenza di Diodato in Assise, 22 contrari, 4 bianche e due astenuti (Bianca D'Angelo e Paolo Romano del Pdl).
Due le tesi in campo. La prima: il centrodestra ha fatto quadrato ed ha difeso il consigliere regionale nonostante la condanna in via definitiva con una pena di 5 anni di interdizione dai pubblici uffici ed anche la di sospensione del diritto all'elettorato per altrettanti 5 anni. La seconda: i 32 voti sono frutto di un blocco trasversale, da destra a sinistra, con la complicità determinante del Partito democratico. Ora la palla passa alla Prefettura ed al Consiglio dei ministri. Da indiscrezioni trapelate, il primo dei non eletti della lista Pdl, Pasquale Giacobbe, avrebbe intenzione di presentare un ricorso al Tar.
Infine, bisogna valutare l'atteggiamento del Comune di Minturno, paese di residenza di Pietro Diodato e capire perchè nonostante la condanna e la sollecitazione del prefetto, all'ufficio Elettorale non risulta ancora la cancellazione materiale di Diodato dalle liste elettorali. Eppure, nei giorni scorsi, l'avvenuta cancellazione è stata confermata proprio dai dipendenti dell'ufficio a "Julienews". Una telenovela che fino a questo momento ha prodotto un solo risultato: la lotta all'illegalità si ferma di fronte ai potenti. La "casta", quando si sente in pericolo, si difende al di là dei colori e degli steccati ideologici.

LA SODDISFAZIONE DEL CONSIGLIERE - "Ringrazio i colleghi consiglieri che con il loro voto hanno sgomberato il campo da accuse ingiuste e, nel contempo, respinto al mittente i colpi bassi che mi sono stati indirizzati in queste settimane". Lo ha dichiara il presidente della terza commissione lavoro, attività produttive e turismo, e protagonista dell'unica notizia trapelata in questi giorni da un consiglio regionale anonimo nelle scelte e nei fatti, Pietro Diodato, dopo il voto dell'aula che ha respinto la richiesta di decadenza avanzata a suo carico. "In particolare ringrazio il presidente del consiglio regionale che ha assicurato, con la rigorosa procedura adottata, le più ampie garanzie senza ledere alcun diritto,il relatore, autentico professionista, ed i componenti della giunta per le elezioni che hanno svolto un lavoro autonomo e sereno al fine di preservare il ruolo e le prerogative istituzionali del consiglio regionale. Questo voto mi ridà la serenità per continuare ad espletare il mandato elettorale che ho ricevuto con il voto di circa 28.000 cittadini", ha concluso soddisfatto per il successo ottenuto.

L'OPOSIZIONE INSORGE - "Ancora una volta il centrodestra si è arroccato su posizioni che hanno poco a che vedere con la legalità. In altri termini la maggioranza ha ritenuto di non accettare l'invito che ha fatto il prefetto di Napoli e in modo compatto ha inteso sostenere un suo rappresentante". E' quanto affermano in una nota congiunta i consiglieri regionali Giuseppe Russo (Pd), Nicola Marrazzo (Idv), Gennaro Oliviero (Pse) in merito al voto che ha bocciato la proposta di decadenza del consigliere regionale del Pdl Pietro Diodato.

Commenta Stampa
di Giovanni De Cicco
Riproduzione riservata ©