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Norme tarate su misura per i più ricchi

Il contributo di solidarietà? Berlusconi se lo dimezza


Il contributo di solidarietà? Berlusconi se lo dimezza
17/08/2011, 09:08

ROMA - Mentre il governo sta preparando una ulteriore micidiale mazzata per le tasche degli italiani, si scopre che non è così per tutti. Nella sua rubrica "Bonsai", Sebastiano Messina, su Repubblica, va a verificare quanto spetterebbe di "contributo di solidarietà" a Silvio Berlusconi, basandosi sulla dichiarazione dei redditi dell'anno scorso (poco più di 40 milioni). Secondo quanto detto dal Ministro delle Finanze Tremonti, i parlamentari pagano il doppio degli altri: 10% tra i 90 e i 150 mila euro, il 20% oltre. Facendo due calcoli, Berlusconi dovrebbe pagare un po' più di 8 milioni. Una cifra certo non eccessiva per lui. Ma la legge non dice esattamente così: il contributo di solidarietà raddoppiato infatti i parlamentari lo pagano solo sul loro stipendio di parlamentari (che è meno della metà degli emolumenti che loro incassano ogni mese). Sul resto degli introiti, anche i parlamentari pagano il 5 o il 10%.
Allora Berlusconi pagherà un po' più di 4 milioni? Neanche. Perchè c'è una clausola che offre alla persona di scegliere se pagare il contributo di solidarietà oppure accettare un aumento del 5% sullo scaglione più alto dell'Irpef. Scegliendo questa seconda opportunità, il premier pagherà - sempre presupponendo che dichiarerà anche quest'anno 40 milioni di reddito - poco più di 2 milioni. Insomma, non il doppio, ma in percentuale la metà di quantop pagherebbe il dirigente pubblico che prende 5 o 6 mila euro netti al mese.
Ovviamente lo stesso discorso vale per Tremonti, per Ghedini, e per chiunque altro dichiari grosse cifre (e tralasciamo il fatto che sono tutte persone sulla cui fedeltà fiscale si possono avanzare dei dubbi, essendo tutte persone che hanno la facoltà teorica di manipolare i bilanci).

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di Antonio Rispoli
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