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Il disprezzo di Berlusconi verso gli italiani


Il disprezzo di Berlusconi verso gli italiani
05/07/2011, 10:07

E così è uscita fuori la norma ad personam. Non si può dire che non fosse attesa: sono 30 anni che Silvio Berlusconi passa da una norma ad personam all'altra: negli anni '80 si faceva fare le leggi da Bettino Craxi (e non certo gratuitamente, da quanto scoprirono i magistrati milanesi); dal 1994 se le fa lui direttamente. E quindi spunta il codicillo che blocca i pagamenti previsti dalle sentenze delle cause civili, fino a sentenza della Corte di Cassazione, per tutte le cause oltre i 20 milioni. Per far capire come stanno le cose, spieghiamo un attimo: oggi quando si perde una causa civile, si paga subito. Poi, se si fa ricorso e si vince, si ha il rimborso, ma intanto si paga. Solo in casi eccezionali (cioè praticamente mai) si ottiene un rinvio fino alla sentenza d'appello. Il motivo è semplice: in questa maniera si evitano i casi di ricorsi fatti al solo scopo di ritardare i pagamenti e le cosiddette "cause temerarie", cioè quelle dove non si ha nessuna possibilità di vincere. Come quella che riguarda Berlusconi: c'è una sentenza penale passata in giudicato (quella che ha decretato la condanna tra gli altri di Cesare Previti) che stabilisce che Berlusconi si è impossessato della Mondadori perchè Previti ha corrotto i giudici con i soldi della Fininvest e nell'interesse del premier. Quindi l'unica cosa da stabilire nel processo civile è solo quanto Berlusconi debba pagare. L'ultima valutazione dei periti è intorno ai 500 milioni, ed è già bassa. Infatti bisogna considerare che con questa sentenza Berlusconi dovrà risarcire a De Benedetti, proprietario della Cir, i soldi ingiustamente guadagnati (i 330 miliardi di lire che negli anni '90 De Benedetti pagò per riavere Repubblica e L'Espresso e poco altro, adeguatamente rivalutati per 20 anni), il danno creato e quello che viene definito il "lucro cessante", cioè quello che il proprietario della Cir avrebbe guadagnato se la Mondadori fosse rimasta nelle sue mani. E questo per almeno 20 anni. Difficile pensare che il giudice possa decidere: "Datevi una stretta di mano e fate la pace". Quindi, senza leggi ad personam, il premier dovrà pagare e tanto.
Ma è una legge ad personam? Sì, lo è. E in un certo senso lo afferma la norma, quando dice che vale per "tutte le cause civili che vanno oltre i 20 milioni di auro. Quante cause di questo genere ci sono in Italia? Una, quella che vede contrapposti il premier e il proprietario di Repubblica.
E il punto è esattamente questo. Meno di un mese fa, lo scorso 13 giugno oltre la metà degli italiani ha detto di sì all'abolizione della legge sul legittimo impedimento e quindi alle leggi ad personam come quella sul legittimo impedimento. Ma con sommo disprezzo della volontà popolare, Berlusconi ripropone un'altra norma ad personam. Certo, non è una novità: anche la legge per la creazione delle nuove centrali nucleari era una violazione del referendum del 1987, ma almeno si poteva dire che erano passati 20 anni. Persino la norma sul finanziamento pubblico ai partiti, abolito con un referendum, non è stata ripresentata subito, ma dopo due anni (prima hanno provato con una legge per cui si poteva sostenere legalmente il proprio partito con il sistema che viene usato anche per l'8X1000, ma fu un tale flop che la legge venne sostituita subito con quella attuale). Ma finora mai era successo che venisse proposta una legge contraria allo spirito dei referendum 22 giorni dopo che i referendum stessi si sono svolti e hanno decretato l'abolizione di una norma.
Certo, si può sempre obiettare che la lettera del referendum riguardava solo la legge sul legittimo impedimento. Ma ci vuole molta miseria morale per sostenerlo. Così come è una obiezione stupida quella avanzata dal direttore del Tempo, Mario Sechi, che bisogna vedere se Berlusconi ne è al corrente, perchè può darsi che l'hanno inserita a sua insaputa. Sostenere questo sarenbbe ridicolo.

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di Antonio Rispoli
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