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IL "FAMOSO" PACCHETTO SICUREZZA


IL 'FAMOSO' PACCHETTO SICUREZZA
10/02/2009, 19:02

Le disposizioni contenute all'interno dell'articolo 50-bis del disegno di legge 733, meglio noto come "pacchetto esplosiv"...pardon, sicurezza, hanno fatto urlare allo scandalo diversi colleghi che hanno visto, nelle disposizioni contenute all'interno di tale proposta di legge, un attentato terrificante (e "terroristico") nei confronti della libera informazione.
Il disegno di legge, passato qualche giorno fa al Senato ed in attesa di esser presentato alla Camera, pare infatti propiziatore di fantomatici regimi di censura neofascisti in cui, l'oscuramento di facebook italia, sarebbe una delle numerose, nefaste conseguenze. "Ci vogliono imbavagliare", titola in tono profetico ed esortativo "La Stampa" e cita i pareri allaramati e allarmanti di numerosi esperti del settore come Stefano Rodotà, Giuseppe Corasaniti, Guido Scorza e Daniele Minotti. Eppure, leggendo nel dettaglio il primo comma del testo di legge, tutta questa preoccupante volontà di mettere la mordacchia ad internet, non pare così evidente:
"Quando si procede per delitti di istigazione a delinquere o a disobbedire alle leggi, ovvero per delitti di apologia di reato, previsti dal codice penale o da altre disposizioni penali, e sussistono concreti elementi che consentano di ritenere che alcuno compia detta attività di apologia o di istigazione in via telematica sulla rete Internet, il Ministro dell'Interno, in seguito a comunicazione dell'autorità giudiziaria, può disporre con proprio decreto l'interruzione della attività indicata, ordinando ai fornitori di connettività alla Rete Internet di utilizzare gli appositi strumenti di filtraggio necessari a tal fine".
Si parla, in maniera abbastanza evidente, di reati ben precisi e, a onor del vero, quando si leggono disposizioni riguardo ipotetici "sistemi di filtraggio" che i diversi provider dovrebbero adottare per prevenire tali reati, si ha l'impressione che, gli stessi redattori di tale proposta legislativa, avessero in mente un progetto di controllo quantomeno astruso e molto poco realizzabile nel mondo "reale". Si potrebbe dunque dire che, la stessa incompetenza del legislatore in tale materia, dovrebbe decretare la bocciatura dell'intero disegno. Insomma, questo lavoro del Senatore dell'Udc Gianpiero D'Alia, pare minato proprio alle sue fondamenta e, per tale non trascurabile ragione, poco "pericoloso" per gli internauti italiani. Del resto, pensare sul serio di operare un lavoro di censura su di un sistema vasto e globalizzato come quello internettiano, pare utopistico come la pretesa d'un impianto giuridico "snello", efficiente e razionalmente valido.
Ennesima legge spauracchio ed ennesimi:"A Lupo a lupo" per rispettare in pieno l'italiana tradizione del parlar del nulla e di urlare allo scandalo sempre e comunque, per atteggiamento; per moda. I problemi per cui scandalizzarsi, preoccuparsi e mobilitarsi, sono ben altri. Le "furberie" di chi (mal) governa il nostro paese non sono sempre così goffamente palesi e, probabilmente, a furia delle continue crisi d'isterismo e dei continui falsi allarmi che paventano il ritorno ad irrealizzabili regimi neofascisti, quando qualcosa di veramente inaccetabile ed insopportabile accadrà, nessuno ci crederà sul serio. Del resto, non dimentichiamocelo, abbiamo Berlusconi al governo e Veltroni all'opposizione...ulteriori commenti appaiono superflui almeno quanto certi "a lupo a lupo".

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di Germano Milite
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