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Calderoli propone proroga della delega

Il Federalismo Municipale passa con la fiducia alla Camera

314 favorevoli, 291 contrari e 2 astenuti

Il Federalismo Municipale passa con la fiducia alla Camera
02/03/2011, 22:03

ROMA - Un Silvio Berlusconi in versione leghista, con un fazzoletto verde nel taschino proprio come la impone la tradizione ai parlamentari del Carroccio, ha votato insieme ad altri 313 componenti della maggioranza il si al cosiddetto federalismo municipale. 291 i contrari e 2 gli astenuti: il bilancio post-fiducia sorride ancora una volta alla coalizione berlusconiana e rende felice la Lega Nord.
Al termine della votazione, però, lo stesso Umberto Bossi non si è lasciato andare ad eccessiva euforia ed ha avvertito:"Ora arriva la parte più difficile, quella del federalismo regionale e provinciale". Ai cronisti che gli hanno fatto notare il lieve calo di voti favorevoli della maggioranza rispetto a precedenti e  previsioni, il premier ha risposto sicuro:"C'è stato qualche assente ma sono tranquillo, tranquillissimo..."; poi ha aggiunto "Sapevamo che c'erano alcuni malati e due in missione. Altrimenti saremmo 320"

LA RICHIESTA-PROMESSA DI CALDEROLI
Dopo aver parlato con una delegazione del gruppo parlamentare "Popolari d'Italia", Roberto Calderoli ha espresso in una nota la promessa di una richiesta che verrà avanzata direttamente al Cdm:"Il ministro per la Semplificazione Normativa - si legge infatti nel testo -  fermo restando il rispetto dei tempi stabiliti per l'esame dei decreti legislativi già deliberati dal Consiglio dei Ministri, ha assunto l'impegno di proporre al governo, dopo l'approvazione definitiva del federalismo regionale e provinciale, un'iniziativa legislativa finalizzata alla proroga di quattro mesi del termine di scadenza della delega prevista dalla Legge 42/2009".

L'OPPOSIZIONE DENUNCIA: PIU' TASSE AL SUD E PIU' SPESE PER IL NORD
Ma la riforma così fortemente voluta dalla Lega e dal Pdl è stata bocciata dall'opposizione. Tra i no spicca quello di Fli che, attraverso il capogruppo alla Camera Benedetto Della Vedova, denuncia:"Non è una buona riforma, non è condivisa, è frettolosa" e causerà "un aumento della spesa al nord e un aumento delle tasse al sud". Per tale ragione, viene reputata "incomprensibile" la fiducia votata dalla maggioranza dell'esecutivo.
Orientati al no anche i rappresentanti dell'Udc, con un risoluto Pier Ferdinando Casini che ha precisato:"Ci sono ragioni politiche e di merito che di inducono a dire no ancora una volta. Non possiamo fidarci della Lega, almeno finché non ci troveremo su alcune cose elementari, del tipo Roma non è Roma ladrona ma la nostra capitale..."
Il leader dell'Udc poi si chiede retoricamente e provocatoriamente:"Se si vuole un federalismo che unisce, perchè esaltare gli egoismi? Il federalismo fiscale in questo provvedimento non esiste, è solo uno spot, aumenterà le tasse a tutti i cittadini italiani. Non si vuole fare un vero federalismo ma si vuole approvare uno spot della Lega".
Su La Repubblica, sono riportate anche le altrettanto critiche dirichiarazioni di Pier Luigi Bersani:"Se il federalismo fiscale lo si fa e lo si fa per bene, lo votiamo. Se, invece, si fa un pasticcio, noi votiamo contro. Questo decreto, al di là delle vostre favole, è un pasticcio. Per questo votiamo contro il provvedimento e contro la fiducia".
Il leader del Pd, concludendo, ha poi rincarato la dose:"Io vi parlo diritto: cara Lega, non venite a dire che reggete Berlusconi per fare il federalismo. Noi vi garantiamo che il processo federalista va avanti". In effetti, il sospetto dei più maliziosi che parla di un plateale scambio di favori tra Lega e Pdl; con il federalismo (farlocco) assicurato al Carroccio in cambio di un'immunità (reale e totale) concessa al Cavaliere,  con il voto odierno è probabilmente divenuto una certezza.

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di Germano Milite
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