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In arrivo le ennesime sanzioni dalla comunità Europea

Il Golfo di Napoli destinato in balia di se stesso?

Quale futuro dopo l'america's cup? bandiere blu o altro?

Il Golfo di Napoli destinato in balia di se stesso?
05/03/2012, 18:03

Coppa America, Termovalorizzatori, gestione dei rifiuti. Ma al golfo di napoli chi ci pensa? “Ci preoccupiamo di circoscrivere i danni della Costa Concordia all’isola del Giglio, ma pochi si preoccupano del dramma del golfo di napoli dove milioni di cittadini scaricano a mare senza impianti di depurazione. ”. Così Rosalba Giungi dell’associazione Marevivo, in una riflessione arrivata oggi nel convegno di marevivo a Napoli. Quale sarà futuro per il golfo di Napoli dopo gli eventi della tappa partenopea della coppa America? Riqualificazione? balneabilità ? o è destinato in balia di se stesso? Secondo quanto affermato dal ministro dell’ambiente, entro fine marzo in parlamento avranno un quadro della situazione su quanto è stato fatto negli ultimi 17 anni per affrontare l'emergenza inquinamento del Golfo di Napoli. A come stanno le cose, non sarà un impresa facile far sventolare bandiere blu sul golfo più bello del mondo. Se n’è accorta l’unione Europea che ha aperto da tempo 142 contenziosi o precontenziosi, 10 dei quali sono già in pole position diventare una vera e propria ennesima sanzione ai danni dell’Italia.

A giudizio di Clini "é complicato capire la connessione tra le decisioni prese, le applicazioni, le erogazioni e le deviazioni delle risorse. E' un caso scuola di come le amministrazioni, dal governo agli enti locali, gestiscono bene il gioco dell'oca. Stiamo cercando di capire dove sono finiti i soldi".

"La vera emergenza della Campania é per la depurazione, o meglio per una infrazione comunitaria che riguarda la depurazione". Lo ha detto il presidente della Giunta regionale della Campania, Stefano Caldoro, parlando con i giornalisti dopo aver pranzato con il ministro dell'Ambiente Corrado Clini che oggi ha partecipato ad un convegno promosso da Marevivo. Secondo Caldoro l'emergenza riguarda principalmente i Regi Lagni ", in poche parole: Napoli est, dove è fallito un progetto di finanza col vecchio gestore che avrebbe dovuto portare un investimento di oltre 200 milioni di euro per la sistemazione dell'impiantistica e del collettamento fognario. Fallendo il progetto di finanza non c'é più la copertura con il rischio di effetti gravissimi sulla depurazione, e quindi sull'inquinamento". Velo pietoso anche per Cuma.

35 chilometri di costa dichiarati balneabili in tutta la campania l’anno scorso, ma è solo una piccola percentuale. Per rimettere a regola l'intero sistema ora occorrono circa 300 milioni di euro "che sono stati chiesti sul Fas regionale.

La depurazione? "E' la grande tragedia che interessa e continua ad interessare la regione Campania". E' quanto ha detto l'assessore all'Ambiente della Regione Campania, Giovanni Romano. Per superare una situazione difficilissima, a giudizio di Romano, occorre "una grande collaborazione istituzionale". A giudizio dell'assessore "nessuna Regione in Italia dovrebbe gestire gli impianti di depurazione" ed oggi per scelte del passato la Regione Campania "si trova a sostenere un onere di 125 milioni di euro al'anno avendone in bilancio poco più di 66". La depurazione in Campania, ha concluso Romano, "é l'esempio classico di quello che non si dovrebbe fare". Ma si è continuato a farlo per 17 lunghi anni. Staremo a vedere in seguito.

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di Coscienzioso Partenopeo
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