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La norma contenuta nel decreto sul federalismo

Il governo abolisce l'Ici per la Chiesa, ma solo dal 2014


Il governo abolisce l'Ici per la Chiesa, ma solo dal 2014
19/10/2010, 09:10

ROMA - Era sfuggito a molti, data la brutta abitudine che hanno goveno e Parlamento di scrivere le norme in maniera poco chiara, con continui rimandi ad altre norme. Ma nel decreto sul federalismo fiscale, laddove si parla dell'introduzione dell'Imu (Imposta municipale unica), si specifica che vengono cancellate alcune esenzioni riguardanti l'Ici - che viene assorbita dall'Imu - e per essere esatti quelle relative agli immobili "destinati esclusivamente allo svolgimento di attività assistenziali, previdenziali, sanitarie, didattiche, ricettive, culturali, ricreative e sportive", così come contenuti nella lettera i) della legge 504/92. Si tratta delle attività di proprietà della Chiesa non strettamente legate al culto. La norma permette al Vaticano di evitare il pagamento di una somma pari a circa un miliardo di euro all'anno. Naturalmente continueranno ad essere esentati dal pagamento della tassa i luoghi di culto e le immediate pertinenze (chiese, sagrati, oratori, ecc.).
I motivi di questo dietrofront del governo Berlusconi, che nel 2005 aveva trasformato l'esenzione parziale dall'Ici di questi esercizi in esenzione totale, sono essenzialmente due: gli enormi buchi presenti nei conti pubblici e il rischio di sanzioni da parte dell'Unione Europea. Infatti da una parte un miliardo all'anno di nuove entrate non sono da disprezzare, visto il deficit che nel 2009 ha toccato i 75 miliardi e che a giugno 2010 è arrivato ad oltre 85. Dall'altra a luglio la Commissione Europea ha cominciato una procedura di infrazione contro l'Italia, in quanto tali esenzioni costituiscono aiuto di Stato per le attività di proprietà del Vaticano. Approvando questa norma, il governo spera di evitare di essere condannato a recuperare le somme finora non pagate dalla Chiesa e che invece sarebbero dovute.

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di Antonio Rispoli
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