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Non se ne potrà parlare in Rai fino al 15 maggio

Il governo dimezza la durata della campagna elettorale sul referendum

Si crea falsa authority sull'acqua, per depistare la gente

Il governo dimezza la durata della campagna elettorale sul referendum
06/05/2011, 08:05

ROMA - Ormai l'attacco del governo ai diritti dei cittadini di poter andare al referendum è palese ed evidente. E così, il regolamento attuativo della legge della par condicio, approvato dalla Commissione di vigilanza Rai solo all'inizio di maggio (doveva essere approvato entro il 4 aprile), contiene un ulteriore ritardo: non andrà in onda se non dopo il quindicesimo giorno dopo la pubblicazione del regolamento stesso in gazzetta Ufficiale. Quindi il black out di informazione sulla Rai continuerà almeno fino al 15 maggio. Solo dopo il 16 verranno trasmesse le tribune elettorali referendarie (che però fino al 29 dovranno spartirsi i tempi con quelle per i ballottaggi delle elezioni amministrative) e gli spot che informano dell'esistenza di quattro referendum che si svolgeranno il 12 giugno prossimo. Se al silenzio della Rai aggiungiamo il totale black out delle reti televisive Mediaset e di La7, e quello di quasi tutti i quotidiani, non stupisce che, secondo i più recenti sondaggi, il raggiungimento del quorum - considerato molto probabile all'indomani del disastro di Fukushima, sia adesso solo un lontano ricordo. D'altronde, anche in Internet dei referendum se ne parla molto meno: si è ritornati a parlare di reality o di sciocchezze varie, e non dei referendum.
Al tutto si aggiungono tutte le iniziative del governo, come per esempio l'annuncio - contemplato nel decreto legge sullo sviluppo deciso ieri - della creazione di una Authority sull'acqua, che è stata salutata con entusiasmo dal Ministro dell'Ambiente Stefania Prestigiacomo: "Era necessario completare la riforma creando un organismo di controllo forte. Ci saranno più garanzie per cittadini e per l'ambiente, più poteri regolatori sulle tariffe e sanzionatori per perseguire ogni possibile abuso". Ma molto più significativo è il commento del sottosegretario allo Sviluppo Economico, Stefano Saglia: "La decisione del governo - ha spiegato il membro del governo - testimonia che ci muoviamo nel solco del principio di sussidiarietà: acqua come bene pubblico, regolazione indipendente, gestione in concorrenza ed investimenti. Il referendum non sarà superato legalmente ma lo sarà nei fatti". Insomma, la creazione di una falsa Authority senza alcun potere reale, servirebbe secondo il governo a cancellare tutti i problemi che la privatizzazione dell'acqua comporta. E chiaramente così verrà pubblicizzata su tutte le TV, ingenerando così la falsa convinzione nei telespettatori che sia inutile andare a votare, tanto già ci ha pensato il governo...
Insomma, si sta completando l'isolamento dell'unico vero quesito che interessa il governo e di cui nessuno parla: quello sul legittimo impedimento, del quale il governo vuole impedire che venga raggiunto il quorum

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di Antonio Rispoli
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