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Anche questa volta una azione ai danni dei cittadini

Il governo ha legittimato la vendita di cibi adulterati

Abrogata la legge che lo rende reato penale

Il governo ha legittimato la vendita di cibi adulterati
15/01/2011, 20:01

ROMA - Il cosiddetto "decreto taglialeggi", onore e vanto del Ministro della Semplificazione Roberto Calderoli, si sta rivelando un verminaio: più scavi e più escono schifezze di tutte le dimensioni. Dopo l'allarme per l'abolizione dei Tribunali dei Minori, corretta in extremis direttamente in Gazzetta Ufficiale, ecco ora che si scopre che è stato abrogato il reato di adulterazione alimentare. A lanciare l'allarme è il Pubblico Ministero di Torino, Raffaele Guariniello, che si occupa abitualmente di questo tipo di reati. La legge istitutiva del reato è la 263 del 1962. Quando il decreto taglialeggi venne approvato, nel dicembre 2009, cancellava tutte le leggi anteriori al 1970; con un soprassalto di prudenza, un articolo dava un anno di tempo per correggere errori ed omissioni. L'anno è passato e la 263/62 non è nell'elenco delle leggi recuperate. Quindi dall'11 dicembre del 2010 questo reato non esiste più.
E infatti già sono cominciate le assoluzioni, con la formula del "perchè il fatto non è più previsto dalla legge come reato. Il primo a beneficiarne è stato un imprenditore pugliese lo scorso 21 dicembre. Ma non è stato certo l'unico. E così processi come quello delle mozzarelle blu - per fare un esempio noto alle cronache - finiscono nella spazzatura. Solo nella giornata di oggi Guariniello ha sospeso le richieste di rinvio a giudizio nei confronti di due imprenditori che commerciavano pesce adulterato.
Il Pd parla di un emendamento da inseritre nel cosiddetto decreto milleproroghe, ma questo può servire a reintrodurre il reato. Ma tutti coloro che hanno processi in corso per cibi adulterati sono comunque salvi perchè il reato è stato abrogato, anche se per qualche giorno; e in omaggio al principio del "favor rei" (cioè se ci sono delle alternative si prende sempre quella più favorevole all'imputato) il processo è da considerarsi chiuso.

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di Antonio Rispoli
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