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Il Governo mette la fiducia sulla privatizzazione dell'acqua


Il Governo mette la fiducia sulla privatizzazione dell'acqua
17/11/2009, 16:11

ROMA - Ancora una volta il Governo decide di rifiutare qualunque confronto con l'opposizione e di mettere a tacere eventuali voci di protesta della maggioranza con la apposizione della questione di fiducia su un provvedimento. Ma questa volta si tratta di un provvedimento estremamente delicato: la conversione in legge del cosiddetto "decreto salva-infrazioni". E' un provvedimento nel quale ci sono una serie di norme che vanno approvate, per evitare che l'Europa ci contesti una infrazione. Il tempo per discuterlo ci sarebbe (il decreto scade la settimana prossima), ma il governo ha deciso questa accelerazione. Come mai? Forse per l'unica norma che non ha niente a che fare con l'Europa: quella della privatizzazione dell'acqua.
Già da diversi anni, si è deciso per legge che non potessero essere gli enti pubblici a gestire l'acqua; ma c'era la possibilità di creare società interamente a capitale pubblico. Adesso questo non è più possibile: entro due anni dall'approvazione della norma, tutte le società dovranno avere un capitale privato in misura non inferiore al 40% del capitale totale. C'è solo un problema: l'acqua non è una merce come le altre. In sua assenza, si muore. E le società private, che puntano solo al profitto, sanno che possono aumentare il prezzo a piacimento, la gente pagherà comunque. Infatti, secondo i dati ufficiali, il prezzo medio dell'acqua dal 2001 al 2007 è aumentata del 47%. Ma laddove ci sono le società private, gli aumenti hanno superato tranquillamente il 100%, e senza che questo abbia apportato miglioramenti qualitativi nel servizio.

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di Antonio Rispoli
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