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Il pollice verso di Calderoli. Domani tocca alla Camera

Il governo Monti incassa la fiducia del Senato

I voti: 281 sì contro 25 no, quelli della Lega Nord

Il governo Monti incassa la fiducia del Senato
17/11/2011, 21:11

ROMA – Un “governo di impegno nazionale” che “soddisfi le richieste delle forze politiche” e “sappia rispondere alle sfide che il Paese ha davanti a sé”. E’ all’insegna di queste parole che la squadra capitanata da Mario Monti ha ottenuto la fiducia al Senato. Tutto si è svolto come era stato previsto: sono stati 281 i “si”, mentre 25 i “no”, quelli della Lega Nord, e nessun astenuto. I votanti erano 306, mentre 15 i senatori assenti: tra loro, senatori a vita (Levi Montalcini, Ciampi, Scalfaro, Pininfarina, Andreotti). È con gli auguri “di buon lavoro nell’interesse del Paese”, indirizzati dal presidente del Senato al nuovo premier, che si è conclusa questa prima fondamentale tappa. Dopo quella del giuramento al Quirinale di ieri, proprio oggi a Palazzo Madama, e con l’esito della votazione, si è consumato infatti il primo passaggio parlamentare per il nuovo esecutivo. Quello di oggi al Senato è stato un appuntamento molto importante, che ha visto tra l’altro il presidente incaricato alle prese anche con il suo primo voto da neosenatore a vita: un voto nei confronti del suo stesso governo. Alla pari di tutti gli altri componenti dell’aula, infatti, anche il diretto interessato, Mario Monti, è stato chiamato a sfilare sotto i banchi della presidenza per dire “si” al suo stesso governo. Adesso si attende la giornata di domani, che vedrà l’esecutivo Monti impegnato invece alla Camera: anche qui, quasi tutti i deputati dovrebbero garantire la loro fiducia ad un governo che si caratterizza non solo per il suo aspetto puramente tecnico, ma anche per il fatto di essere stato allestito in tempi record.

LA LEGA DISSIDENTE: POLLICE VERSO
Roberto Calderoli si alza in piedi e mostra non uno, ma entrambi i pollici versi (è come se il raddoppio dei pollici potesse significare una valutazione doppiamente negativa). Al suo fianco siede Rosi Mauro, vicepresidente del Senato: basta vedere lo sguardo per leggere un giudizio a dir poco ostile. È con questi atteggiamenti che la Lega Nord, nel momento in cui il premier Mario Monti parlava all’aula del Senato, ha voluto ribadire il proprio no, e il proprio totale distacco, dal governo del Professore. È lo stesso Calderoli, passato da ministro a semplice senatore, a voler spiegare il “no” leghista: “Sono preoccupato e turbato dopo aver ascoltato l’intervento di Mario Monti - dice – è un intervento in cui ho riscontrato numerosi elementi che indicano purtroppo macelleria sociale, istituzionale e politica”.

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di Antonio Formisano
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