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Il governo Monti, un piatto indigesto


Il governo Monti, un piatto indigesto
16/11/2011, 17:11

E' stata sciolta la riserva da parte del Presidente del Consiglio Mario Monti, che ha accettato l'incarico e ha nominato la sua squadra di governo. Abbiamo fatto altrove l'elenco dei Ministri che lo compongono ed una scheda per ciascuno di loro. Ma il punto è: saranno in grado di far fare all'Italia quel salto di qualità che le necessita sul piano economico per superare la crisi? Se uno deve leggere solo i curriculum dei Ministri nell'area economica (quindi lo stesso Monti come MInistro dell'Economia, Passera come Ministro dello Sviluppo economico e Fornero come Ministro del Lavoro) la risposta non può che essere negativa. Si tratta di tre banchieri, quindi gente abituata a ragionare sulla finanza e non sull'economia. Inoltre sono tre persone che non sono abituate a guardare all'economia dal lato del ceto medio e medio-basso. Di conseguenza, è facile immaginare che useranno le due ricette tipiche degli economisti: taglio delle pensioni e incentivi alle aziende. E sono le misure peggiori che si possano utilizzare, in questo momento. Infatti, il problema della crisi economica resta la necessità di ampliare i mercati. E se non si aumentano i salari e le pensioni, non si riuscirà a fare. Ma i salari per i banchieri sono solo costi da dover ridurre; e le pensioni sono spese inutili che uno Stato fa e che sono quindi da eliminare o ridurre al massimo. Come si vede, c'è una incompatibilità totale tra risoluzione dei nostri problemi economici e attitudine dei Ministri. Ovviamente se ci sorprenderanno in positivo, tanto di guadagnato.
C'è poi un altro problema: parecchi dei professori inseriti dal governo provengono da università cattoliche. E quindi è facile immaginare che le spese veramente infruttuose (per esempio i soldi che vengono regalati ogni anno alle scuole private, che sono per lo più cattoliche) non verranno tagliate. Così come è altrettanto facile immaginare che la reintroduzione dell'Ici, di cui si parla, non verrà esteso agli immobili non religiosi di proprietà del Vaticano (norma già adottata dal governo Berlusconi e per cui siamo stati condannati dalla Corte di Giustizia europea al pagamento di una multa molto elevata).
Infine il terzo problema, che riguarda il Ministro della Difesa Di Paola e il Ministro degli Esteri, Terzi. Entrambi sono espressione di un mondo, quello statunitense, che interpreta i rapporti diplomatici e militari in maniera troppo aggressiva per le capacità italiane. Detto in altri termini, dato che siamo senza soldi, i soldati italiani devono ritirarsi da Paesi dove non c'è più motivo che vi siano, come in Afghanistan. E non possono essere coinvolti nella prossima possibile invasione militare via terra dell'Iran - partendo da Afghanistan ed Iraq - di cui hanno parlato diversi quotidiani statunitensi, israeliani ed inglesi. Non solo perchè, al di là delle scuse, non c'è alcun motivo per questa terza invasione, dopo aver partecipato a quelle di Afghanistan ed Iraq. Ma soprattutto perchè, appunto, la Difesa è uno dei capitoli dove si può tagliare senza creare problemi: far tornare i soldati dall'Afghanistan in Italia farebbe risparmiare un paio di miliardi all'anno. Così come rinunciare agli F-35 (una commessa fatta solo perchè Berlusconi doveva far felice il suo vcchio amico Bush) farebbe risparmiare 14 miliardi. Anche perchè si tratta di aerei pessimi (al di là di qualche dettaglio tecnico interessante) che ad agosto sono stati bloccati a terra perchè si è scoperto che quando si impennano bruscamente, si blocca la valvola che permette l'afflusso del carburante al motore. Come si fa a fidarsi di aerei che hanno problemi tecnici così evidenti?
Insomma, non sembrano proprio le persone adatte ad occuparsi dei problemi attuali dell'Italia. Servivano persone di ben altro profilo, non un gruppo di persone dalla mentalità antiquata e abituate alla ricchezza e a considerare "gente che conta" solo quella che ha soldi a palate.

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di Antonio Rispoli
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