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Restano comunque escluse le chiese e il no-profit

Il governo pronto a mettere l'Ici sui beni della Chiesa


Il governo pronto a mettere l'Ici sui beni della Chiesa
14/02/2012, 10:02

ROMA - Una notizia esplosiva, a livello politico, quella presente su Repubblica oggi. Il governo si appresta a mettere finalmente l'Ici sugli immobili di proprietà della Chiesa. Lo schema del provvedimento sarà illustrato giovedì 16 febbraio, quando si festeggerà l'anniversario dei Patti Lateranensi, dallo stesso Mario Monti alle gerarchie ecclesiastiche.
L'Ici però graverà solo sugli immobili commerciali, non sulle chiese o sulle attività no-profit. Il che peraltro è giusto ed abbatte una stortura introdotta a fine 2005, poco prima dell'inizio della campagna elettorale dal governo Berlusconi: la possibilità per un immobile di essere esentato dall'Ici semplicemente ponendo una cappella al suo interno. Un escamotage usato spesso per non pagare le tasse e danneggiare la concorrenza che le tasse le deve pagare.
Il problema resta per quegli immobili ad uso "misto": come catalogare un edificio che al pian terreno ha una mensa dei poveri mentre dal primo piano in su è un albergo? La soluzione del governo è di scorporare anche per il fisco le due attività. Anche se qui e là in realtà ci possono essere situazioni ambigue, con attività commerciali e no-profit strettamente legate.
Secondo le stime, questa iniziativa dovrebbe portare nelle casse dello Stato almeno un miliardo l'anno. Cifra che potrebbe essere sottostimata: non c'è masi atto l'obbligo per il Vaticano di denunciare le proprie proprietà allo Stato e quindi possono esserci migliaia di immobili completamente sconosciuti al fisco italiano.

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di Antonio Rispoli
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