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E' finita la favola del "va tutto bene"

Il governo svela il trucco: 25 miliardi di tasse e tagli entro fine mese


Il governo svela il trucco: 25 miliardi di tasse e tagli entro fine mese
15/05/2010, 09:05

ROMA - Aumentano le voci sul fatto che la manovra fiscale per l'aggiustamento dei nostri conti pubblici, inizialmente annunciata pari a 25 miliarsi in un biennio, in realtà parta subito, con la approvazione in Consiglio dei Ministri entro fine mese o ai primi di giugno. Ovviamente il governo Berlusconi ha il problema che deve continuare con la barzelletta del "non metteremo le mani nelle tasche degli italiani", e quindi deve recuperare i soldi attaccando le fasce più deboli della popolazione con tagli alle spese. E così ecco che spuntano progetti come quello del blocco per un anno dell'andata in pensione dei lavoratori che maturano nella seconda metà del 2010 e all'inizio del 2011; oppure l'aumento immediato dell'età pensionabile delle donne che lavorano nel settore privato, cosa che ritarderebbe la loro andata in pensione. Previsto anche un contributo di solidarietà per le pensioni d'oro e quelle comunque alte. Inoltre è prevista una legge che rallenta il pagamento delle liquidazioni agli statali che vanno in pensione: attualmente il pagamento va fatto entro tre mesi; allo studio è un allungamento dei tempi, fino a 12 mesi.
Ma queste misure possono dare al massimo 2-3 miliardi di euro in due anni. Il grosso arriverà da un'altra stagione dei condoni. Non basta quello già previsto nel dl incentivi, nel quale è stato riproposto "l'emendamento Mondadori": chi ha contenziosi con la pubblica amministrazione ed è in Cassazione, può sistemare la propria posizione pagando solo il 5% della somma dovuta (la Mondadori ha una causa in corso in Cassazione per un valore di 400 milioni di euro). Si parla di condoni edilizi e condoni fiscali, magari riaprendo i termini di vecchi condoni fatti negli anni scorsi dal governo Berlusconi.
Infine una stretta sui giochi nazionali, aumentando il numero delle lotterie "Gratta e vinci" e forse ritoccando le aliquote spettanti allo Stato sui giochi; contemporaneamente nuovi ostacoli per i giochi on line, in modo da spingere i giocatori inveterati a dirigersi verso i giochi più convenienti per lo Stato.
Con questa decisione (che verrà negata dai rappresentanti del governo fino all'ultimo istante) si dovrebbe ottenere la somma necessaria a calmierare la crescita del deficit, in modo da portarlo al 3% entro la fine del 2011, cioè prima che l'Unione Europea cominci a multarci, perchè già è stata avviata la procedura di infrazione contro l'Italia per deficit eccessivo.

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di Antonio Rispoli
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