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Prevista la incandidabilità in caso di "fallimento politico"

Il governo vara ddl anticorruzione, ma è solo fumo


Il governo vara ddl anticorruzione, ma è solo fumo
01/03/2010, 16:03

ROMA - Dal Consiglio dei Ministri di oggi è uscito il disegno di legge anticorruzione, che adesso verrà discusso dal Parlamento "salvo intese", cioè a parte eventuali modifiche che faranno poi. Il disegno di legge prevederebbe un aumento delle pene per alcuni reati di corruzione, e sopratutto la ineleggibilità al Parlamento nazionale di chi ha condanne per i seguenti reati: peculato, peculato mediante profitto dell'errore altrui, malversazione a danno dello Stato, concussione, corruzione per un atto d'ufficio, corruzione per un atto contrario ai doveri d'ufficio, corruzione in atti giudiziari, corruzione di persona incaricata di un pubblico servizio. Ma la lista potrebbe essere ampliata con altri reati simili: l'attentato contro l'integrità, l'indipendenza e l'unità dello Stato, le associazioni sovversive o con finalità di terrorismo, assistenza agli associati, attentato contro la Costituzone e, tra l'altro, la turbata libertà degli incanti.
Inoltre viene stabilito un principio insolito: non è candidabile chi abbia dimostrato un "fallimento politico". "Come accade quando una società fallisce e sui portano i libri in tribunale, così nel caso di fallimento politico di un governatore, i libri si porteranno agli elettori", ha detto il Ministro della Giustizia. Dimenticando di specificare chi è che può decidere chi ha fatto un "fallimento politico" o meno. Potrebbe diventare un'arma politica a disposizione del governo da usare contro gli oppositori politici

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di Antonio Rispoli
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