Politica / Parlamento

Commenta Stampa

Anche al premier non interessa, troppo poco

Il lodo Alfano ormai verso un binario morto


Il lodo Alfano ormai verso un binario morto
28/10/2010, 10:10

ROMA - Ormai c'è sempre più stanchezza e disinteresse intorno al lodo Alfano. Se ne discute, si litiga, ma non c'è più la spinta dall'alto. Tanto che oggi Italo Bocchino, capogruppo di Fli alla Camera, ha detto: "Sono convinto che alla fine si toglierà la reiterabilità e la norma si voterà così come era quando avevamo fatto l'accordo, ma ho anche l'impressione che questo lodo Alfano non andrà da nessuna parte. Noi siamo favorevoli al lodo Alfano così come l'avevamo concordato, senza la reiterabilità. Rispetto all'accordo che avevamo fatto è stata aggiunta la reiterabilità su cui noi non siamo d'accordo, perché finisce che se uno si candida e viene eletto più volte questo diventa un'immunità. Comunque se si torna a un testo ragionevole noi lo voteremo. L'accordo per ora non c'è".
Ma anche Berlusconi non intende svenarsi per trovare un accordo purchessia. Lui ha bisogno di qualcosa che blocchi o cancelli definitivamente i processi che ha ma anche quello che riguarda Marcello Dell'Utri, ora in Cassazione. E il lodo Alfano è improponibile, a meno di non nominare il senatore siciliano al suo posto. Inoltre dal punto di vista mediatico - un aspetto che per il premier è fondamentale - impiccarsi a questa legge rischia di avere pesanti conseguenze, in termini di voti. In effetti la legge era stata pensata per una veloce approvazione, niente discussioni... insomma una cosa che sarebbe stata sui giornali per una settimana o dieci giorni. Invece qui se ne parla da mesi e questo al premier non basta.
Anche perchè vengono a mancare le conseguenze sulla sentenza della Corte Costituzionale che il 14 dicembre dovrà decidere sulla costituzionalità del lodo Alfano. Una sentenza che quasi sicuramente verrà cancellata dalla Consulta, come è stato in passato per il precedente lodo Schifani. E non basterà approvare in un ramo del Parlamento la legge costituzionale per fermare la sentenza.
Allora a questo punto, il tentativo di Berlusconi è un altro: aspettare la sentenza negativa, strillare come sempre alle toghe rosse, al complotto giudiziario contro di lui e così via, sciogliere le camere ed andare al voto a marzo (tanto durante la campagna elettorale i processi contro di lui sono sempre stati bloccati). Così poi, nella nuova legislatura, con una maggioranza più coesa - almeno così si augura - si potrà fare qualche legge per bloccare completamente l'attività giudiziaria.

Commenta Stampa
di Antonio Rispoli
Riproduzione riservata ©