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Il mercato del lavoro in Campania: una riforma incompiuta


Il mercato del lavoro in Campania: una riforma incompiuta
11/04/2011, 16:04

Napoli, 8 aprile 2011 - Martedì 12 aprile alle ore 15.00 a Napoli, presso l’aula Pessina della Facoltà di Giurisprudenza (Corso Umberto I, 40), si terrà la presentazione del volume Il mercato del lavoro in Campania. Laboratorio di sperimentazione per le politiche territoriali di promozione dell’occupazione di qualità curato da Maria Cristina Cimaglia e Fabio Corbisiero.

L’incontro sarà introdotto da Lucio de Giovanni, preside della Facoltà di Giurisprudenza dell’università di Napoli Federico II. Insieme ai curatori del libro, ne discuteranno: Enrica Amaturo, direttore del Dipartimento di Sociologia Gino Germani dell’università di Napoli Federico II; Sergio D’Angelo, presidente di Gesco Edizioni; Franco Liso, professore ordinario di Diritto del Lavoro alla Facoltà di Scienze Politiche dell’università di Roma Sapienza; Raffaele Morese, segretario generale dell’Associazione Nuovi Lavori. Coordinerà il dibattito: Lorenzo Zoppoli, direttore del Dipartimento di Diritto dei Rapporti civili ed economico-sociali all’università di Napoli Federico II.

Il volume prende le mosse da una ricerca, commissionata da ISFOL (Istituto per lo Sviluppo della Formazione Professionale dei Lavoratori) per l’associazione Nuovi Lavori di Roma, con l’obiettivo di fare il punto sull’applicazione in Campania dei contratti “flessibili” introdotti dalla Riforma Biagi. Intervistando cinquanta esperti, tra sindacalisti, docenti universitari, imprenditori, lavoratori, gli autori dimostrano che la flessibilità del lavoro in Campania assume caratteristiche diverse da quelle tradizionali, approdando alla teoria della “mezzogiornificazione della Campania”. In particolare, il mercato del lavoro, così come è regolamentato a livello nazionale, deve misurarsi sul territorio campano con pratiche sociali (come il lavoro irregolare) che hanno reso poco efficace l’applicazione in Campania della legge 30/2003, tra i cui obiettivi vi era proprio l’emersione del sommerso.

Un’opportunità per invertire la tendenza potrebbe essere rappresentata dalla legge regionale 14/2009, “Testo unico della normativa della Regione Campania in materia di Lavoro e Formazione professionale per la promozione della Qualità del lavoro”, curata da un gruppo di esperti coordinato da Lorenzo Zoppoli (cui è affidata la prefazione del libro). Questo strumento legislativo, sottolineano gli autori, potrebbe riformare il mercato del lavoro campano in un quadro di integrazione tra politiche del lavoro e politiche sociali, e contribuire a far emergere il lavoro nero. Ma al momento la legge deve ancora trovare piena applicazione.

Il testo è curato dalla giuslavorista Maria Cristina Cimaglia, docente di Diritto del Lavoro alla Facoltà di Scienze Politiche dell’università di Roma Sapienza, e dal sociologo Fabio Corbisiero, che insegna Sociologia Urbana all’università di Napoli Federico II.

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di Redazione
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