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IL MINISTRO CARFAGNA L'HA VINTA: PASSA IL DDL SULLA PROSTITUZIONE


IL MINISTRO CARFAGNA L'HA VINTA: PASSA IL DDL SULLA PROSTITUZIONE
11/09/2008, 11:09

Il Consiglio dei Ministri ha approvato il disegno di legge su «misure contro la prostituzione» messo a punto dal ministro per le Pari opportunità Mara Carfagna insieme ai colleghi della Giustizia e dell'Interno, Alfano e Maroni. Nel ddl la prostituzione in luogo pubblico viene definita un fenomeno di «allarme sociale». Come tale è reato e va punito, perfino col carcere, in egual maniera fra chi la esercita e chi se ne avvale. Prostituirsi nei parchi, nelle strade, in aperta campagna sarà quindi vietato. Per i trasgressori (clienti e operatori del sesso) sono previsti arresto e multe.

«SCHIAFFO AL MERCATO» - Si tratta - ha detto la stessa Carfagna - di «uno schiaffo durissimo al mercato» della prostituzione, «le toglie linfa». «Un fenomeno vergognoso - ha aggiunto - che spesso è connesso alla riduzione in schiavitù, all’uso e all’abuso dei minori, che a volte sfocia anche in fenomeni di violenza come lo stupro, tutti fenomeni che sono strettamente collegati alla prostituzione in strada». «Come donna impegnata in politica e nelle istituzioni, la prostituzione mi fa rabbrividire - ha aggiunto il ministro -. Mi fa orrore, non comprendo chi vende il proprio corpo. Ma mi rendo conto che è fenomeno che esiste e che purtroppo non può essere debellato, come la droga». Maroni ha aggiunto che il ddl si inserisce nelle iniziative del governo a favore della sicurezza urbana.

«NON SOLO DECORO» - Carfagna ha sottolineato che è dal 1958, dal varo della legge Merlin, che si «interviene per la prima volta» in tema di prostituzione. L'impianto dell'odierno ddl pone la «priorità» sulla prostituzione di strada che permette di contrastare lo sfruttamento della stessa prostituzione e la criminalità organizzata. Resta esclusa la punibilità della persona che esercita la prostituzione perché costretta da violenze o minacce. Carfagna, sollecitata dai giornalisti sui luoghi in cui si potrà esercitare la prostituzione, ha ribadito che ciò che «sta cuore al governo» è la prostituzione in strada perché procura «allarme sociale. E non è solo per decoro urbano». Si tratta - ha precisato - di contrastare lo sfruttamento: «per il governo la priorità è la lotta a questi reati, che condanna fermamente».

I PUNTI DEL DDL - Prostituirsi continuerà a non essere reato ma sarà vietato farlo per strada. E chi trasgredisce, «lucciole» e clienti, potrà essere punito anche con l'arresto. Sono principalmente queste le novità del ddl «contro la prostituzione». Annunciato prima dell'estate nell'ambito del pacchetto sicurezza, introduce le sanzioni per i clienti e il divieto di prostituirsi in luoghi aperti al pubblico. Lavoratrici del sesso e clienti rischiano l'arresto, da 5 a 15 giorni, oltre che un'ammenda da 200 a 3 mila euro. Chi sfrutta la prostituzione minorile rischia da 6 a 12 anni e multe da 15 mila a 150 mila euro. Previsto il rimpatrio assistito purché sia nell'interesse del minore.

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di Redazione
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