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Tornano i divieti di pubblicazione fino al processo

Il Ministro Severino pronta al nuovo bavaglio sulle intercettazioni


Il Ministro Severino pronta al nuovo bavaglio sulle intercettazioni
18/06/2012, 09:06

ROMA - A quanto pare, il Ministro della Giustizia Paola Severino intende proseguire sulla strada interrotta dal Pdl per imbavagliare la stampa e la Tv italiana, molto più di quanto non si siano già auto-imbavagliate finora. Infatti nei giorni scorsi è cominciata a girare una bozza della legge sulle intercettazioni, varata dal governo Berlusconi e poi impantanatasi in Parlamento a causa dell'opposizione di quasi tutti i partiti, escluso il Pdl stesso e alcuni partiti minori. Il Ministro l'ha modificata leggermente, su pochi dettagli, e probabilmente sarà quella la base su cui si inizierà in Commisione l'esame.
Quindi cosa dice la legge? Innanzitutto torna il bavaglio assoluto per la stampa: divieto di pubblicare, anche per riassunto gli atti del processo fino all'inizio del processo, se mai il processo avverrà. In altri termini, se Mario Rossi viene indagato, sarà vietato spiegare ai cittadini perchè è indagato (e anche il fatto che è indagato probabilmente bisognerà tacerlo). Le sanzioni sono da 6 mesi a 3 anni di prigione.
Stessa pena per il giornalista che pubblica intercettazioni telefoniche non strettamente legate ai reati compiuti, quelle relative a persone non indagate o quelle di cui il giudice ha deciso l'eliminazione dal fascicolo. Chi pubblica intercettazioni telefoniche prima dell'inizio del processo, relative agli imputati e che sono legate ai reati, rischia l'arresto fino a 30 giorni e una multa da 2000 a 10 mila euro.
Insomma, si ritorna alla disciplina del Pdl: il problema non sono i delinquenti, sono i giornalisti che fanno presente che ci sono i delinquenti.

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di Antonio Rispoli
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