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CI sono dubbi sulla fattibilità del provvedimento

Il mistero della abolizione (?) delle province


Il mistero della abolizione (?) delle province
27/05/2010, 09:05

ROMA - Ma insomma, ci sarà l'abolizione di alcune province? Per essere esatti, secondo quanto annunciato ieri dal Ministro delle Finanze Giulio Tremonti, ne dovrebbero essere abolite dieci, accomunate dal fatto di avere meno di 220 mila abitanti, di non essere a statuto speciale e di non essere vicino al confine (definizioni queste che escludono quasi tutte le province del nord). Ma la cosa non è stata ben digerita dai politici, a cominciare dal leader leghista Umberto Bossi, che ha minacciato: "Se uno prova a tagliare la provincia di Bergamo, scoppia la guerra civile". Ma al di là della solita violenza leghista, anche verbale, resta il problema dal punto di vista giuridico. E' possibile cancellare le Province senza una modifica costituzionale? E poi perchè 10 sì e le altre 90 no? Come mai sono state scelte delle soglie e delle delimitazioni in questa maniera? E poi come andranno organizzate le prefetture, che attualmente sono una per provincia?
Insomma, tante domande che spingono a pensare che si tratti solo di un po' di fumo negli occhi, tanto per mettere una voce supplamentare in bilancio e cercare di guadagnare un altro po' di tempo. Perchè questa manovra finanziaria ha le uniche entrate certe dall'introduzione di una tassa, i pedaggi sulle strade Anas; ha i tagli che sono certi e che verranno scaricati sia sui cittadini (-13 miliardi a Regioni, Province e Comuni, che dovranno recuperare aumentando le tasse o tagliando a loro volta i servizi) che in particolare sui dipendenti pubblici, il cui stop agli aumenti degli stipendi, in un regime di potere di acquisto che si riduce fortemente, come è oggi, è equivalente ad un taglio dello stipendio stesso.

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di Antonio Rispoli
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