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Anche la Carfagna prende le distanze per la battuta omofoba

Il mondo della politica e dei gay contro Berlusconi


Il mondo della politica e dei gay contro Berlusconi
02/11/2010, 15:11

ROMA - Questa volta la battuta omofoba fatta dal Presidente del Consiglio SIlvio Berlusconi ("Meglio guardare belle ragazze che essere gay") non è piaciuta proprio a nessuno.
A cominciare dalla comunità gay, che ha immediatamente protestato. Per esempio con Paolo Patanè, presidente dell'Arcigay: "Berlusconi rappresenta una cultura machista arretrata e offensiva per le persone omosessuali ma anche per donne. Proviene da un atteggiamento di disprezzo nei confronti della dignità delle persone e conferma il clima imbarazzante e grottesco in cui il presidente del Consiglio sta precipitando il Paese. Si dovrebbe scusare con tutti, con le persone omosessuali e con le donne, per una frase dietro la quale c'è una visione del mondo femminile che non fa onore al capo del governo di un Paese dell'Unione europea".
Sulla stessa linea Aurelio Mancuso, presidente di Equality Italia: "Il presidente del Consiglio, in difficoltà, tira fuori la battuta omofoba; il premier di un paese fondatore dell'Europa, che ha votato la Carta di Nizza, che è obbligato a combattere ogni tipo di discriminazione tra cui quella per orientamento sessuale. Chieda immediatamente scusa ai milioni di cittadini omosessuali italiani, di destra e di sinistra, e si vergogni di un'omofobia che in ogni altro paese europeo sarebbe immediatamente condannata da ogni schieramento politico democratico".
Non ha suscitato meno scandalo nel mondo politico, con il leader dell'Idv, ANtonio Di Pietro, che va giù duro: "Berlusconi vive ancora nell'età della pietra, anzi, è peggio: vive nell'era delle discriminazioni razziali, sessuali, etniche e religiose. Bisognerebbe ricordargli che il nostro Paese ha ratificato il trattato di Lisbona, che ha riconosciuto il diritto alla non discriminazione basata anche sull'orientamento sessuale. Essere gay è solo un diverso modo dell'essere e non una condizione di cui vergognarsi''. E persino il segretario del Pd, Pierluigi Bersani, protesta: "Oggi il paese è all'ingovernabilità, a una regressione morale paurosa, perchè Berlusconi nasce nel discredito della politica e intenede morire nel discredito della politica. La spina? Il Paese l'ha già staccata. Il Pd è a disposizione. E non è vero che senza Berlusconi c'è ingovernabilità: il Paese è ora ingovernabile. Mi rivolgo anche agli altri partiti di opposizione e alla Lega: non possono non riflettere. Noi non siamo un Paese normale. Stiamo intaccando negli argomenti la civiltà europea. Cavolo!!! Tutti devono dire qualcosa. Siamo al punto da consentire conformismi. Io su certi conformismi non ci sto. E non consento che il mio partito ci stia. Tutte le idee piu' becere e regressive verrano utilizzate per difendere la casamatta. Oggi sono i gay, domani gli zingari e chissà che altro".
E persino Mara Carfagna, il Ministro delle Pari Opportunità, prende le distanze dal premier, per quel poco che può: "Questo governo, ha il merito di essersi impegnato, come nessuno prima, contro le discriminazioni nei loro confronti. Proprio per non oscurare tutto questo lavoro, sarebbe opportuno che ciascuno di noi si astenesse dal fare battute"

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di Antonio Rispoli
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