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Il capo dello Stato batte su solidarietà e accoglienza

Il monito di Napolitano sui clandestini: “Sono esseri umani”


Il monito di Napolitano sui clandestini: “Sono esseri umani”
28/05/2009, 18:05

I clandestini che arrivano illegalmente in Italia hanno spesso dei contatti con reti criminali, ma non sono loro complici, bensì vittime. E sono, sottolinea il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, “esseri umani” che si trovano in forti difficoltà e quindi in una situazione che fa gola a chi riesce a monetizzare le loro necessità. Il Presidente, nel discorso davanti al corpo diplomatico africano e ai rappresentanti dell’Unione africana, lancia un appello a non dimenticare i valori della solidarietà e dell’accoglienza. 

“La crisi che mette a repentaglio le economie più fragili e incide sulle possibilità di intervento dei Paesi più forti con strumenti adeguati, - osserva Napolitano, - non deve ispirare una spirale perversa tale da mettere in discussione i valori di solidarietà e accoglienza, cui si ispirano le nostre democrazie”. Del resto, è proprio la terribile situazione economica che è “all’origine di drammatici fenomeni migratori che intaccano la dignità delle popolazioni più svantaggiate, costringendo troppi esseri umani a diventare vittime di reti criminali che approfittando della loro miseria si arricchiscono alle loro spalle”. 

Nell’impossibilità, almeno allo stato attuale, di intervenire concretamente per debellare le organizzazioni criminali che del traffico d’esseri umani hanno fatto un business fiorente, l’unica alternativa è quella di interagire con gli altri Paesi europei per risolvere il problema alla radice, aggredendone le cause. “Abbiamo il dovere, - insiste Napolitano, - di avviare anche in rapporto a una politica europea di flussi migratori e di accoglienza, un partnerariato con i Paesi africani che permetta di mettere in moto i consolidare lo sviluppo e aggredire le cause profonde della povertà”. Proprio la crisi “deve rappresentare una occasione preziosa per rendere più efficaci e moderne le istituzioni internazionali e far partire un progetto di sviluppo dell’Africa su nuove basi”.

Sul tema arriva la risposta del premier Silvio Berlusconi, che in passato si era soffermato proprio sul giro di denaro che esiste intorno ai flussi migratori, a favore di organizzatori senza scrupoli. Parlando dei respingimenti, il premier ha affermato che “andavano fatti” e che “non hanno niente di non umanitario”. La scelta di questo strumento è stata dettata dal fatto che “si era diffusa l’idea in Africa e in oriente che l’Italia avesse le porte aperte”, quindi si è trattato di “un’azione di deterrenza e infatti nelle ultime settimane i barconi si sono fermati”.

La pensa diversamente Francesco Rutelli che, all’udienza di stamattina in Quirinale, ha spiegato che “tutti devono ascoltare il capo dello Stato, la cui linea è la sola che può tenere unito il Paese e il Parlamento: contro il razzismo, senza compromessi né tiepidezze; contro il traffico di esseri umani, senza che venga ignorato il movente criminale delle reti che gestiscono l’immigrazione clandestina”.

Dario Franceschini ritorna sul leitmotiv degli spot elettorali e definisce il respingimento dei barconi carichi di clandestini “uno ‘show mediatico’ studiato dal governo per coprire il fallimento in materia di sicurezza”. Da quando Berlusconi è presidente del Consiglio, aggiunge il segretario del Pd, “gli sbarchi sono raddoppiati. Loro hanno cercato di coprire questo fallimento con un’operazione di immagine, uno show mediatico sulla pelle di poveri disgraziati”.

Approvazione per le parole di Napolitano è arrivata anche dalla Chiesa che, tramite Agostino Marchetto, segretario del Pontificio Consiglio per i migranti e gli itineranti, ha ribadito, ricalcando le parole del Presidente della Repubblica, che “siamo tutti convinti che ci sono due elementi fondamentali di questo tema così incandescente presente nelle realtà di moltissimi paesi: mettere insieme l’accoglienza, la solidarietà e la legalità”.
 

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di Nico Falco
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