Politica / Politica

Commenta Stampa

Il Movimento 5 Stelle è il futuro della politica?


Il Movimento 5 Stelle è il futuro della politica?
16/04/2012, 16:04

Gli ultimi sondaggi sulle preferenze politiche degli italiani in caso di elezioni, stanno dando un risultato imprevisto: al calo dei voti per la Lega Nord (con tutti gli scandali che la stanno travolgendo, tra arrestati, indagati, soldi prelevati o fatti sparire e tutto il resto) corrisponde un aumento dei voti per il Movimento 5 Stelle. Secondo i giornali, questo sta preoccupando il Pd, che rischia di trovarsi un pericoloso concorrente. Ma è così?
E' difficile dirlo, dato la natura del Movimento. Infatti, da una parte ci sono tantissime persone - giovani e meno giovani - che hanno una verve quasi sconosciuta in politica ed un entusiasmo puro e nobile. Ma dall'altra c'è il vuoto assoluto che sembra imprigionarli nel momento in cui arrivano alle leve di comando. Come ha dimostrato per primo l'Emilia Romagna. Qui nel 2009 i "grillini" (anche se a loro non piace essere chiamati così) ottennero un ottimo risultato alle regionali. Le conseguenze? Subito sono incominciati i litigi interni, le proteste, le risse (verbali, ovviamente) ecc.
Purtroppo non ci si vuol rendere conto che è la politica che provoca questo effetto. Il fatto di avere (o di credere di avere) un potere, tende a far diventare arroganti, credere di avere molti più diritti di quelli di un cittadino normale. C'è bisogno di persone con una particolarissima solidità mentale per resistere alle tentazioni del potere; una solidità che si può acquisire, ma che dipende dalla volontà.
In più c'è il problema del loro leader (o guru, se vogliamo): Beppe Grillo. Sono passati i tempi in cui lui faceva ridere raccontando la verità dei fatti. Oggi si comporta con i mass media in maniera non diversa da un qualsiasi politico: non accetta il dibattito o il confronto con nessuno; se va in qualche trasmissione, sta dieci minuti o anche mezz'ora, ma non risponde mai alle domande. Insulta ed offende, a volte per giusti motivi, ma sempre più spesso senza una vera ragione, se non per demagogia o per la volontà di aggredire qualcuno. E non è da escludere, come sottolinea nel suo blog Gad Lerner, che alla fine Grillo non sia altro che uno che fa antipolitica semplicemente per imitare la politica nei suoi aspetti peggiori.
Sia ben chiaro: il fatto che si possa riflettere in maniera negativa contro il comico genovese, non indebolisce di un grammo la stima che si può provare nei confronti degli appartenenti al Movimento. I quali però, a loro volta, devono "evolversi" politicamente. Infatti la maggior parte di loro ha una buona, a volte un'ottima visione del territorio in cui vivono; ma quando si parla di livello nazionale, si perdono un po', finendo nel qualunquismo di bassa lega. E soprattutto devono - per quanto assurdo sia - staccarsi un po' dal loro leader e da taluni suoi atteggiamenti.
Quindi torniamo alla domanda iniziale: sono i "grillini" il futuro della politica italiana? Al momento, mi sembra di no. Ma lo sono in potenza, se modificano le cose che ho detto prima. Questo significa che magari tra 5 o 10 anni li vedremo come uno dei partiti più seguiti d'Italia? Quello è molto più difficile. C'è al massimo un 10-15% della popolazione che quando è in cabina elettorale usa il cervello, prima di tracciare la X sulla scheda. E non tutti sono d'accordo con le idee del Movimento 5 Stelle. Il resto dà un voto per principio, indipendentemente da tutto. Ci sono persone che votano per i partiti di sinistra o di destra indipendentemente da tutto, anche se i primi candidassero un redivivo Hitler e i secondo un redivivo Stalin; altre che votano perchè si vendono il voto; altre ancora che si lasciano rincoglionire dalla TV e dalla propaganda che vi viene fatta, guardandosi bene dall'analizzare la persona che votano o le sue motivazioni e la sua ideologia. E questi ben difficilmente voteranno per il Movimento.

Commenta Stampa
di Antonio Rispoli
Riproduzione riservata ©