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No alla Ru486 e no al gay-pride

Il neo-eletto Cota contro i diritti della popolazione


Il neo-eletto Cota contro i diritti della popolazione
31/03/2010, 15:03

TORINO - Non ci è voluto molto a Roberto Cota, neoeletto presidente della Regione Piemonte. Gli sono bastate 48 ore per far capire a tutti che nella sua concezione di diritti, non c'è posto per tutti.
Il primo esempio l'ha dato parlando alla trasmissione di Bruno Vespa "Porta a porta", durante la quale ha annunciato che avrebbe ritirato il patrocinio della Regione al gay-pride, fissato tra poche settimane. Un brutto segnale, che mostra la volontà di discriminazione, per altro già ampiamente dimostrata da molti dirigenti della Lega.
Il secondo l'ha detta intervenendo su Canale 5 a "La telefonata". Parlando della pillola Ru486, la pillola abortiva di cui di recente è stata stabilita in Italia l'utilizzazione, il neo governatore piemontese ha detto: "Io sono per la difesa della vita e penso che la pillola abortiva debba essere regolamentata quanto meno in regime di ricovero, e debbano essere affiancate le associazioni pro vita nelle strutture ospedaliere. Le pillole gia' ordinate dalla giunta Bresso? Per quanto potro' fare io resteranno nei magazzini". E' chiaro che anche questa è la dimostrazione che non è disposto a concedere alle donne la possibilità di fare scelte in merito all'aborto. Quanto alla presenza di "associazioni pro vita" negli ospedali, è un giochetto noto: propagandisti/e che terrorizzano le donne, estremamente fragili per avere preso una decisione così soffertà, dipingendo per loro sofferenze ed altre amenità inesistenti. DI fronte a questa pressione psicologica, molte donne tornano indietro, per poi trovarsi con un bambino che non possono allevare ed educare come sarebbe conveniente. Ma si sa che questi dettagli non contano, per chi vuole la sofferenza delle donne, Vaticano in testa.

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di Antonio Rispoli
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